Infissi, Design e Architettura

Design delle case in Italia

Lo stile di un’abitazione parte dal progetto, in ogni dettaglio degli ambienti, e anche per gli infissi è fondamentale avere come riferimento un’idea di design, di linee e possibilità di tinte. In ogni piano di arredo che coinvolge gli infissi, infatti, si parte dalle caratteristiche tecniche delle finestre, per arrivare a soddisfare anche le esigenze di estetica e gusto.

È questo il lavoro che svolgono i progettisti SB Infissi Palermo, nel momento in cui creano una nuova linea di finestre, verande, portoncini, oscuranti e avvolgibili. Partono dai materiali, di alta qualità grazie ai profili per tagli termici ad elevato isolamento termo-acustico, per arrivare alla definizione di colori e finiture diversificati; il tutto grazie alla maestria artigianale di chi crea infissi Made in Italy da oltre 20 anni con un continuo impegno di progettazione e costruzione all’interno della sede palermitana.

L’impresa è nata con l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità della vita di chi abita ambienti con infissi di design 100% italiano, e alte prestazioni. Il cuore artigiano batte anche grazie all’innovazione tecnologica: la varietà di finiture e linee nella produzione di finestre e oscuranti, unisce le esigenze della protezione dagli agenti esterni, con quelle estetiche di armonia con l’architettura degli interni.

Come influiscono gli infissi sul design

Gli infissi di una casa sono parte integrante dello stile degli interni e degli esterni, per questo non vanno assolutamente sottovalutati dal punto di vista estetico, quando si scelgono per la protezione degli ambienti. Se le caratteristiche tecniche risultano fondamentali, anche quelle del design vanno a descrivere dei punti importanti nell’architettura dell’abitazione.

In esterno, a volte è richiesta una conformità allo stile delle facciate condominiali; in altri casi, c’è più libertà di colori e materiali sia per gli infissi sia per gli avvolgibili, ma bisogna sempre tener conto dello stile complessivo dell’edificio. Una finestra in alluminio fredda e metallica, oppure un avvolgibile con colori troppo moderni, mal si associano a una facciata antica o all’aspetto classico di balconi e tetto.

Dettagli importanti che vanno pensati scegliendo i colori, i materiali, le finiture – come ad esempio il PVC con effetto legno per gli edifici e gli arredi più classici, oppure le tonalità metallizzate e ultra-opache per un impatto contemporaneo nel design.

Negli interni, le finestre creano suggestioni decisive a livello di stile, con colori e linee che possono esaltare per armonia o per contrasto l’arredo interno e i dettagli di decorazione delle pareti e dei rivestimenti. Anche dal punto di vista spaziale, finestre scorrevoli, alzanti o le vetrate molto luminose possono cambiare l’impatto della vivibilità ma anche dell’estetica – donando più luce e non intralciando altre funzionalità dei mobili interni. Le grandi finestre, in particolare, possono adattarsi ad un contesto architettonico non solo per i toni di colore, ma grazie alla loro capacità di far passare la luce in abbondanza; perfette per amplificare gli arredi in modo scenografico e aumentare la percezione dello spazio interno.

Le finestre SB Infissi sono pensate con tante varianti, proprio per consentire il miglior accostamento possibile tra materiali e tinte, guarnizioni o maniglie; dettagli adeguati a perfezionare lo stile esterno e interno degli infissi.

Come influiscono gli infissi sul confort

Oltre alla creazione di strutture adeguate al design degli interni, la fondamentale funzione degli infissi è quella di creare degli ambienti confortevoli dal punto di vista dell’isolamento termico e acustico. Il riscaldamento non verrà disperso, e neanche il fresco della climatizzazione, se gli infissi rappresentano una scelta ottima ai fini del risparmio energetico e del mantenimento della temperatura adatta, senza più spifferi o sbalzi di calore.

È necessario, ovviamente, scegliere delle finestre con doppi o tripli vetri che garantiscano un ottima protezione termica, prestazioni maggiori anche contro l’inquinamento acustico, e un risparmio in termini di combustibile e denaro. Un buon infisso viene ripagato con il tempo e, oltre a darci il confort del giusto calore (o fresco), evita bollette troppo alte, facendo rientrare della spesa sostenuta in pochi anni.

Inoltre, finestre e avvolgibili possono essere importanti anche nella sicurezza degli spazi abitativi, visto che diversi modelli di infissi in PVC sono realizzati con sistemi antieffrazione, e classi di resistenza RC3.

Non da meno, avere degli infissi performanti aiuta dal punto di vista ambientale, con la riduzione di sprechi energetici e CO2 nell’atmosfera.
Che siano destinati ad una villa in campagna, oppure ad un appartamento cittadino, le migliori soluzioni a livello di infissi sono in grado di fornire vivibilità termica, valorizzare il design interno e creare un sistema di confort personalizzato.

Polizza RC per Architetti: significato di claims made, retroattività e postuma

Scegliere una Polizza RC: un momento da vivere con consapevolezza

Stipulare una Polizza RC Professionale Architetti  è un momento assai importante per un professionista.

La scelta di questa particolare tipologia di copertura assicurativa interessa sia i giovani architetti che si sono da poco iscritti all’albo sia quelli più stagionati ed esperti.

In entrambi i casi, bisogna procedere con grande cautela quando si tratta di decidere a quale compagnia affidare la serenità della propria professione.

Che tu debba assicurarti per la prima volta o cambiare compagnia, devi per prima cosa meditare su questo punto:

  • un’Assicurazione di Responsabilità Civile Professionale è molto di più di uno scomodo obbligo imposto dalla normativa italiana: è un paracadute dal grande potenziale, capace di proteggere il patrimonio personale dell’architetto.

In questo articolo passeremo in rassegna 3 concetti assicurativi che è necessario comprendere bene se si vuole assicurare la propria professione in modo consapevole.

prenderemo in esame le seguenti definizioni:

  1. claims made
  2. retroattività
  3. postuma

1) Claims Made

Che cosa si intende con l’espressione claims made?

Una delle traduzioni più in voga è questa: “a richiesta avvenuta”.

Una polizza assicurativa che opera secondo la modalità Claims Made prende in esame i sinistri sulla base del momento in cui viene notificata all’architetto una richiesta di risarcimento.

Affinché la copertura assicurativa prevista dal contratto si attivi in favore dell’architetto, l’errore professionale che ha causato il danno e che ha generato la richiesta di risarcimento deve essere avvenuto all’interno di un preciso segmento temporale.

Pertanto, se vogliamo capire in quali contesti la compagnia con cui abbiamo stipulato la polizza rc professionale procederà o meno al risarcimento della persona che hai danneggiato, dobbiamo introdurre il principio della retroattività.

2) Retroattività

In ambito assicurativo, per retroattività si intende l’estensione temporale di una Polizza RC Professionale per quei sinistri avuti luogo prima della sottoscrizione del contratto di assicurazione.

Naturalmente, più indietro nel tempo va il periodo di retroattività e più ampia sarà la rete di protezione a disposizione dell’architetto.

Pertanto, quando devi sottoscrivere la tua polizza di responsabilità civile professionale non prestare attenzione soltanto alla scelta del massimale e al costo della polizza, ma prenditi il tempo necessario per esaminare il periodo di retroattività previsto dalla compagnia in questione.

Se hai avviato la tua professione di architetto da poco, scegliere una retroattività di 2 o 3 anni va più che bene.

Se invece eserciti la professione da anni, una polizza RC con retroattività di 2 o 3 anni non basta a proteggerti in modo efficace.

Come fare in questo caso?

Semplice: bisogna optare per un contratto di assicurazione che comprenda una retroattività illimitata.

Un esempio chiarirà meglio il tutto: io sono un architetto e ricevo oggi (2019) una richiesta di risarcimento per danni da me causati -in modo del tutto involontario- a un mio cliente a seguito di un progetto edizilio da me realizzato 5 anni fa (2014).

L’errore è stato commesso 5 anni fa mentre il danno si è manifestato quest’anno (2019).

Se la mia polizza ha una retroattività di 2 o 3 anni non avrò diritto ad alcun risarcimento da parte della mia compagnia. Al contrario, se la retroattività è illimitata, sarà l’assicurazione a procedere con l’indennizzo e il mio patrimonio sarà tutelato.

3) Postuma

Se la retroattività tutela l’architetto dagli errori professionali del passato, la garanzia postuma serve per ottenere un rimborso nel caso in cui dovessero sopraggiungere delle richieste di risarcimento dopo che hai terminato la tua attività professionale.

Cosa si intende per “dopo il termine dell’attività professionale”?

I casi sono sostanzialmente due:

  1. chiusura attività per pensionamento
  2. variazione di attività, ad esempio l’apertura di uno studio associato.

Anche nel caso della postuma vale quanto spiegato per la retroattività:

più esteso è l’arco temporale futuro incluso nella garanzia, maggiore sarà la tutela di cui beneficierà il tuo patrimonio.

Attenzione: la postuma non viene inclusa nella Polizza RC in modo automatico quando stipuli il contratto. Pertanto, è compito tuo richiederla e attivarla una volta terminata la professione.

L’asservimento che fa aumentare la cubatura

Spesso alcuni costruttori, siano essi privati o imprenditoriali, sfruttano alcuni contratti previsti dalla legislazione per guadagnare il diritto a costruire in maniera più performante sui loro terreni. E’ questo il caso dell’asservimento su terreni edificabili.

Cosa si intende per asservimento

Nella legislazione corrente, si intende per asserimento di terreni quel vincolo che un terreno acquisisce dalla cessione del diritto di edificabilità. Quest’ultima, prelevata da un terreno “servente” che nel sistema di asservimento sui terreni edificabili perde le sue potenzialità di cubatura, mettendole a disposizione del primo terreno.

L’asservimento sui terreni edificabili fa sì che una delle due porzioni di terreno guadagni la possibilità di presentare una cubatura più elevata, pienamente godibile sia in fase progettuale che nella successiva fase di costruzione.

asservimento terreno edificabile

Di fatto con l’unione tra i due terreni si aumentano le potenzialità edificatorie di uno dei due terreni: questo comporta che la costruzione possa avere un indice di edificabilità più alto, rendendo la costruzione estremamente più conveniente.

I vincoli dell’asservimento dei terreni

Uno dei vincoli più importanti imposti dalla legge è quello che vede la perdita degli indici di edificabilità del fondo “servente”. Sulla questione la giurisprudenza vigente si è espressa in maniera continua e abbastanza chiara. Il diritto riconosciuto (anche tramite alcune importanti sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato) è quello che vede la perdita dei dritti edificatori in maniera definitiva e irrevocabile. Tale perdita permane nel tempo e non decade nemmeno con la mancanza di costruzione all’interno del fondo principale, portando de facto l’inedificabilità totale all’interno del fondo secondario.

Da sottolineare che tale condizione pone il terreno “servente” in condizione di non poter ottenere successivamente qualsiasi condono edilizio. Tale pronunciamento è stato ben specificato in una sentenza del Consiglio di Stato datata 2016.

Come si effettua l’asservimento dei terreni edificabili

Come tutti i procedimenti che interessano i diritti di godimento su cose altrui, anche l’asservimento deve essere ratificato seguendo dei passaggi ben determinati; essi in maniera propedeutica vedono la cessione dei diritti di proprietà. Tale cessione segue le regole della cessione di un diritto reale atipico su cosa altrui, e per questo deve essere effettuata dinanzi a un professionista abilitato.

Immediatamente dopo la cessione vera e propria vi è l’esigenza di effettuare un provvedimento amministrativo che tenderà a sancire la perdita del diritto di edificabilità su una delle due porzioni di terreno, con il contestuale riconoscimento dell’aumento di cubatura da parte dell’altro terreno.

Inutile sottolineare che stante le incombenze burocratiche da effettuare, per la cessione del diritto di cubatura è consigliabile avvalersi di un professionista del settore. Quest’ultimo espleterà anche le incombenze fiscali derivanti dalla cessione.

Prorogati i bonus casa con la finanziaria 2019

detrazioni fiscali casa

Gli incentivi pubblici finalizzati a contribuire al miglioramento sia di stato che di impatto ambientale, sono state prorogati nel 2019 dal nuovo governo attraverso una manovra nella legge di bilancio 2019 a conferma e rinnovo degli stessi.

Bonus casa: cosa e quali sono

Le agevolazioni, indirizzate a tutte quelle operazioni di bonifica intesa in senso ampio, prevedono sia gli interventi edilizi, Bonus Ristrutturazioni; quelli di risparmio energetico, Ecobonus; per la messa in sicurezza, Sismabonus e di risistemazione e recupero del verde, oltre all’acquisto di elettrodomestici e di facilitazioni previste per migliorie e manutenzione dei condomini, Bonus Condomini 2019.

Detti incintivi, secondo l’ordinamento giuridico replicati di anno in anno, a seguito della nuova normativa di governo si prevede che saranno rinnovati per la durata di tre anni al fine di facilitare tutti gli adempimenti burocratici del caso.

Un’ulteriore aiuto, previsto per i meno abbienti, sarà quello di vagliare la possibilità di erogare un Ecoprestito da poter destinare al risparmio energetico ed ai lavori di ristrutturazione a tasso agevolato.

Interventi e tassi di detrazione IRPEF

Bonus ristrutturazione

bonus casa 2019

Le detrazioni fiscali previste per chi dovrà ristrutturare il proprio immobile e quindi provvedere al recupero edilizio, Bonus Ristrutturazione, riguardano le spese sostenute per l’acquisto dei materiali, il restauro, la messa in sicurezza e il risanamento dello stabile. A fronte della nuova legge di bilancio 2019 i defalcamenti sono stati elevati dal 36% al 50%.

Bonus Condomini

In merito invece alla ristrutturazione e migliorie delle parti abitative comuni, quali eliminazione delle barriere architettoniche, realizzazione parcheggi anche se non assegnati, bonifica dell’amianto e quant’altro, il Bonus Condomini sarà destinato alla gestione condominiale e sarà suddiviso in millesimi a seconda delle singole unità immobiliari. Anche in questo caso le detrazioni in oggetto saranno elevate con la nuova legge 2019, da una percentuale dell’80 ad una dell’85% e saranno inoltre vagliate in base alla riduzione del rischio.

Bonus Caldaie

Una menzione particolare in merito ai condomini, Bonus Caldaie, va fatta in riferimento alla regolamentazione dell’erogazione di calore all’interno di ogni unità abitativa. Il sistema di contabilizzazione del consumo nei condomini dei singoli appartamenti, regolamentato da dispositivi che ne consentono la singola lettura e che sarebbe dovuto entrare in essere ad ampio raggio nel 2016, è chiarito nella sostanza da un comunicato dell’Agenzia delle Entrate che riguarda la possibilità di detrarre le spese d’istallazione dei contatori di calore, come degli strumenti per la lettura e la caldaia. La percentuale prevista in merito all’istallazione di una caldaia di classe A con l’utilizzo di termoregolatori è del 65% come lo è per l’istallazione di caldaie di classe A a condensazione.

Bonus Sisma

Nella normativa 2019 Sismabonus inoltre, sono contemplano tutti quegli interventi antisismici finalizzati all’imprescindibilità della sicurezza e agevolati da una detrazione dell’85%, unitamente ad interventi sull’immobile che prevedano un risparmio energetico.

Bonus Verde

Il Bonus Verde riguarderà invece tutti coloro che provvederanno alla riqualificazione ambientale, giardini, terrazzi, balconi, sia che si tratti di privati che di condomini, tutto ciò ad un agio del 36%.

Altri Bonus 2019 a percentuale di detrazione variabile sono previsti per finestre ed infissi, zanzariere dotate di schermature solari e tende da sole. Il corrispettivo è del 50%.

Bonus casa: chi può richiederli e come fare

Andiamo ora ad analizzare alla luce delle detrazioni fiscali IRPEF contemplate nel 2019 chi può richiederle.

Beneficiario di questo contributo alle migliorie apportate potrà essere o il proprietario dell’immobile, o l’usufruttuario o, differentemente, un familiare convivente o parente entro il terzo grado.

Non sono escluse società, inquilini, comodatari, imprenditori, conviventi, coniuge separato.
Per ottenere i bonus sarà necessario inviare al Comune o alla ASL, se richiesto, la data di inizio lavori tramite raccomandata unitamente ai dati catastali dell’immobile. Provvedere alla resocontazione delle spese effettuate tramite bonifico o fatturazione, essendo consapevoli che la quota di rientro sarà divisa in anni 10 per il rimborso e prevederà la prima erogazione dall’anno successivo ai lavori effettuati.

Rapporto aeroilluminante

Rapporto aeroilluminante: di cosa si tratta?

rapporto aeroilluminante camera da lettoQuando si acquista o si ristruttura una casa bisogna tenere sempre conto del rapporto aeroilluminante. Di cosa si tratta? In pratica, esso è il rapporto tra la metratura quadrata della stanza in esame e la superficie occupata da una finestra in quella stessa stanza.

Chiaramente, più grande è la stanza più il rapporto aeroilluminante è elevato. Siccome le finestre molto grandi sono scomode per la pulizia e per la gestione, in presenza di rapporti aeroilluminanti elevati si può anche decidere di aprire due finestre.

Ovviamente l’apertura di una finestra, ove il vano non era già presente, è un’operazione che va fatta con la massima cautela, cercando di imporre al muro portante il minor numero di sollecitazioni che potrebbero indebolirlo.

Il rapporto aeroilluminante va calcolato sui punti luce indipendentemente dalla loro posizione: rientrano quindi nel computo anche i lucernari a soffitto.

Come si calcola il rapporto aeroilluminante

Ora che si è compreso meglio in cosa consiste, è bene capire come calcolare il rapporto aeroilluminante. Va intanto fatta una distinzione: nei parametri R.A.I. (sigla che sta proprio per rapporto aeroilluminante) si distinguono le superfici di aerazione da quelle di illuminazione. Non tutte le finestre, infatti, si aprono. Le finestre fisse sono semplici punti di illuminazione, e rientrano in questo novero anche i lucernari fissi sul soffitto. Le finestre apribili, invece, sono contemporaneamente punti di illuminazione e di aerazione, quindi concorrono al calcolo del valore in entrambi i parametri.

Il calcolo di questi parametri è molto semplice: basta prendere il valore della metratura quadrata calpestabile della stanza e l’altezza, mettendole in rapporto. Inoltre, una volta calcolata la superficie quadrata della finestra, bisogna verificare che il numero risultato non sia inferiore all’ottava parte della metratura della stanza. Insomma, per un rapporto aeroilluminante corretto la finestra deve essere da 1/8 della metratura dell’ambiente in su.

Questi calcoli influenzano molti aspetti della stanza: non solo la penetrazione della luce, ma anche la salubrità degli ambienti. Infatti se le finestre sono apribili, esse garantiscono il ricambio dell’aria e quindi la diminuzione dell’umidità e l’abbattimento del rischio di patologie respiratorie per gli occupanti.

Normativa sui rapporti aeroilluminanti

rapporto aeroilluminante fotoI rapporti aerolluminanti sottostanno a rigide regole ministeriali e sono soggetti a stretti controlli. Il rapporto di 1/8 della superficie calpestabile della stanza è stato stabilito nel 1975 con il decreto ministeriale su questo argomento.

Ci sono, però, delle libertà che ogni comune si può prendere. I piani regolatori ed edilizi comunali, infatti, possono dar vita a nuove regole valide solo per quel territorio. Ad esempio, le zone montane hanno una salubrità dell’aria diversa da quelle paludose o delle aree urbane densamente popolate. Anche le temperature possono essere diverse e influenzare i rapporti aeroilluminanti. Ecco perché i comuni hanno qualche spazio di manovra.

Inoltre, ci sono delle deroghe per alcuni tipi di ambienti. Ci sono, infatti, numerose abitazioni che hanno il bagno o il ripostiglio cieco. In caso di ambiente cieco, basta che il ricambio d’aria sia garantito da dispositivi appositi, come ad esempio le ventole.
Altre deroghe ci sono per gli ambienti mansardati e per le cantine: in questi casi è richiesta un’apertura di 1/10 della superficie. Se i lucernari sono posti proprio in alto e consentono l’entrata della luce allo zenit, infine, si parla di 1/12.

Vantaggi di un buon rapporto aeroilluminante

Quando il rapporto aeroilluminante è molto buono, quindi tendenzialmente la stanza ha un’aria salubre, si ricavano numerosi vantaggi.

Innanzitutto, una stanza con buoni parametri R.A.I. scongiura la formazione di muffe e quindi non è umida: i muri non si rovinano e difficilmente bisogna rifare l’intonaco. Per di più, non ci saranno problemi ossei o respiratori per gli occupanti.
In secondo luogo, con un buon rapporto aeroilluminante si ha molta luce in camera. Questo permette un’illuminazione naturale dell’ambiente, dove non si sente l’esigenza di accendere luci artificiali, risparmiando quindi in bolletta e contribuendo ad alleggerire il carico di inquinamento.

Ancora in questa direzione si situa il vantaggio di poter areare la stanza naturalmente. Se in estate fa molto caldo, quindi, si possono aprire le finestre senza ricorrere all’aerazione artificiale del ventilatore.

Progettare casa in 3d: ecco come pianificare l’arredamento della tua casa

A volte bastano alcuni semplici interventi per rendere più funzionale l’appartamento: acquistare nuovi mobili, valorizzare quelli già esistenti, cambiare la tappezzeria. I motivi ispiratori sono diversi, per scoprire quale sia la soluzione migliore ci sono molti software che ti permettono di progettare la casa in 3D, al fine di farci un’idea sulle possibilità di arredamento della nostra casa.

Quale software scegliere per progettare casa in 3D

progetto casa in 3dPrima di spostare i mobili o acquistarne dei nuovi, puoi realizzare un’anteprima in 3D sul tuo pc. Noi ti suggeriamo qualche programma di interior design per provare l’ebbrezza di vedere in anteprima il progetto della tua casa con un risultato finale sorprendente.

SketchUp

SketchUp è un’applicazione grafica di proprietà di Google, lavora in larga scala. La sua avanzata tecnologica permette di realizzare progetti più complessi, dalla costruzione di intere città, a creazioni minimal come l’interno di una cabina armadio. Anche se apparentemente non è indicato per l‘home design, dispone di una moltitudine di video tutorial che ne facilitano l’utilizzo. Funziona su pc con piattaforma MacOS e Windows, è disponibile in lingua italiana e ha due versioni: SketchUp a pagamento e SketchUp Make gratuita.

Sweet Home 3D

Sweet Home 3D è un software gratuito tradotto in lingua italiana, è molto semplice da utilizzare e consente di realizzare ambienti bidimensionali con spazi suddivisi e navigabili in modalità 3D. Ti aiuta a distribuire gli arredi nell’ambiente, a combinare stili diversi, a introdurre interessanti varianti utilizzando una libreria assortita di oggetti ben differenziati per materiali e forme. L’applicazione funziona su piattaforme Windows e MacOS e può essere scaricata direttamente sul pc o adoperata la versione online.

Situhome

Situhome è il miglior software nel suo genere. La piattaforma è dinamica e ridisegnare l’ambiente è di una grande facilità. Con qualche passaggio e usufruendo del metodo “drag&drogs” puoi sperimentare diverse soluzioni personalizzate. Il programma viene aggiornato costantemente e ti permette inoltre di condividere i tuoi progetti con gli utenti iscritti alla community sito. Il download è gratis ma in lingua inglese e usa soltanto la piattaforma Windows.

Rome Arranger

Rome Arranger è un’applicazione intuitiva che offre la possibilità di disegnare planimetrie 2D e visualizzare interni in 3D. Puoi inoltre prelevare oggetti realizzati dagli altri utenti e inserirli nel tuo progetto, oppure crearne dei tuoi e renderli unici per innovazione di forme e scelte estetiche. Il download è a pagamento con uso gratuito di 30 giorni. Il software è per Windows e MacOS.

Ikea Home Planner

Ikea dispone all’interno del sito di una piattaforma free online, Ikea Home Planner, molto sfruttata dagli appassionati del brand svedese. La libreria lascia piena libertà alla fantasia e consente di progettare casa in 3D ottenendo sempre un buon risultato. Con l’applicazione puoi valutare in anteprima la tua scelta di acquisto fino a trovare l’abbinamento perfetto e rendere unici e originali i tuoi interni. Il download è gratuito e non occorre scaricare nessun programma. Le indicazioni sono in lingua italiana ed è per Windows e MacOS.

Autodesk HomeStyler

Autodesk Home Styler è un’applicazione progettata dagli stessi ideatori di AutoCAD. Tecnicamente è comprensibile e molto facile da intuire. E’ disponibile in lingua inglese, italiana e francese, ed è per Windows e MacOS. Il dowload è gratis e reperibile direttamente online. Non è richiesta nessuna installazione. Tutto ciò di cui hai bisogno è un browser moderno per iniziare il tuo viaggio di decorazione della casa con migliaia di prodotti di arredamento.

Computo metrico ristrutturazione

Prima di affrontare i lavori di ristrutturazione è necessario richiedere alla ditta esecutrice un computo metrico ristrutturazione. Vediamo cos’è, a cosa serve, cosa deve contenere, il costo e i vantaggi di rivolgersi a un tecnico.

Che cos’è un computo metrico per ristrutturazione?

computo metrico preventivoLa maggior parte dei problemi che sorgono tra impresa e committente hanno origine dall’insufficienza di informazioni fornite prima dell’inizio dei lavori. Quando bisogna eseguire opere di riassetto è necessario chiedere alla ditta designata di redigere un computo metrico di ristrutturazione. Questo documento viene spesso sottovalutato, ma è di fondamentale importanza soprattutto quando non si dispongono di indicazioni chiare e precise. In genere si tende a usare come parametro di valutazione il prezzo, ma può non bastare. Per prendere in considerazione il preventivo, bisogna tenere conto anche degli aspetti strutturali ed estetici dell’intervento. Il computo metrico per ristrutturazione è un documento analitico che riporta in dettaglio tutte le singole opere da eseguire e le quantità di materiali necessari, con o senza indicazioni di prezzo. Il computo metrico può essere estimativo quando comprende il costo e viene emesso in fase di preventivazione. E’ consuntivo quando viene redatto a fine lavori per valutare le variazioni di prezzo rispetto alla prima compilazione.

A cosa serve

La ricerca di un’impresa seria e competente non è sempre facile. Capita di ascoltare disavventure di committenti costretti a pagare cifre esorbitanti per lavori non professionali o abbandonati dall’impresa prima del completamento. Alcune volte si ha a che fare con preventivi troppo alti da non giustificare la qualità delle opere, ma anche di preventivi troppo bassi da far pensare a indice di inefficienza. Il buonsenso dovrebbe insegnare che è meglio contattare un tecnico (geometra, architetto, ingegnere). Al professionista gli sarà attribuito l’incarito di compilare un computo metrico per ristrutturazione, senza indicare i prezzi, da sottoporre successivamente all’attenzione di più imprese che si impegneranno a redigere un preventivo di spesa. E’ importante farsi fare un computo metrico unico da un professionista perché sarà più facile e obiettivo valutare l’impresa che farà al proprio caso. Non rivolgersi a un tecnico significa permettere alle imprese di redigere un computo metrico personale, mettendo in difficoltà il committente che non sarà in grado di fare un adeguato confronto, poiché ognuno avrà indicato voci e quantità differenti.

Cosa deve contenere un computo metrico

computo metrico ristrutturazioneUn computo metrico per ristrutturazione per essere efficiente deve essere compilato in modo corretto. I lavori di ristrutturazione vanno suddivisi per categoria. I lavori idraulici, per esempio, saranno configurati sotto la voce “impianto idraulico” e dovranno contenere una descrizione minuziosa e dettagliata delle singole lavorazioni che verranno eseguite, con l’elenco e la quantità dei materiali che l’impresa andrà ad utilizzare. Ogni singola voce dovrà contenere l’indicazione della quantità (i metri di filo o di tubo, il numero delle porte, i metri quadrati di pavimento ecc..) e il prezzo unitario. I singoli prezzi alla fine andranno a determinare il prezzo complessivo compreso di Iva. Un computo metrico per ristrutturazione deve comprendere necessariamente alcune categorie basilari di lavorazioni come: la demolizione di pareti, pavimenti, porte e finestre; lo smaltimento dei materiali comprensivo di oneri di discarica; il rifacimento degli impianti elettrico, termico e idraulico. Le opere edili interessano la realizzazione di intonaci, massetti, murature e cartongessi. Le finiture riguardano la posa in opera di pavimenti, battiscopa e piastrelle, il montaggio di finestre, porte, sanitari e rubinetteria, pittura delle pareti. Se il computo metrico contiene più voci che fanno parte di queste categorie, significa che il documento è redatto bene ed è completo. Se mancano molte voci, è più difficile valutare il costo e la qualità dei lavori per la ristrutturazione.

Quanto costa un computo metrico

Se ci si rivolge a un tecnico per redigere un computo metrico per ristrutturazione e il professionista si limita a realizzare il documento senza apporre i prezzi, ma soltanto a sottoporlo alle imprese per confrontare i preventivi, la parcella del tecnico sarà il 2% dell’importo complessivo dei lavori, ossia se è prevista una spesa di 60 mila euro, il computo metrico costerà 1.200€. Se invece il professionista oltre a stendere il computo metrico, eseguirà anche i lavori di ristrutturazione, il costo del documento sarà integrato nel totale complessivo della commessa. Non bisogna considerare il Computo Metrico una spesa, ma un elemento necessario per dare inizio ai lavori di ristrutturazione della propria casa. Avere un computo metrico dettagliato evita a fine lavori di trovare delle sorprese soprattutto in costi aggiuntivi.

Quali sono i vantaggi di un tecnico

Quando si hanno in programma ambiziosi interventi di miglioramento, che comportano modifiche alle strutture e ampliamenti, la figura di un geometra, ingegnere o architetto è fondamentale. Grazie alla competenza di tecnici che operano a Roma e a Viterbo è possibile affidare alla loro conoscenza la descrizione dei lavori. Poiché è impossibile prevedere tutto, la presenza di un esperto è fondamentale, perché oltre a compilare il computo metrico di ristrutturazione, cura gli aspetti strutturali, estetici e amministrativi dell’intervento, affronta tutte le fasi del lavoro relazionandosi direttamente con l’impresa.

Relazione tecnica di compravendita

Proponiamo una breve guida che spiega cos’è la relazione tecnica di compravendita: un documento fondamentale per vendere il proprio immobile.

Che cos’è la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita è conosciuta anche con il nome di nota tecnica notarile. Si tratta di un documento che deve necessariamente essere redatto da un tecnico abilitato, quale un geometra, architetto o ingegnere e deve contenere la veridicità dell’immobile oggetto di compravendita.

Quando redigere la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita va redatta ogni volta che un immobile diventa oggetto di vendita, o di donazione, quando bisogna intervenire sul bene con lavori edilizi specifici che ne modificano la struttura estetica e funzionale e per legge è richiesta una dichiarazione tecnica, oppure quando a chiederlo è la banca per la concessione di un mutuo.

Verifiche necessarie per la redazione tecnica di compravendita

Relazione tecnica compravenditaPrima di dare forma alla relazione tecnica di compravendita è opportuno verificare la conformità urbanistica dell’immobile, accertare lo stato in cui si trova, come è stato realizzato e a quali modifiche è andato incontro. E’ necessario che il venditore fornisca i titoli abitativi quali: la licenzia edilizia per gli immobili edificati prima del 1977, la concessione edilizia per i fabbricati eretti tra il 1977 e il 2003, il permesso di fabbricare per abitazioni edificate dopo il 2003. Occorre documentare se il fabbricato è provvisto di concessione in sanatoria e che sia stato richiesto il condono. Se nel corso degli anni l’immobile ha subito delle modifiche minori, occorre presentare le differenti autorizzazioni quali DIA, CILA e SCIA. Per verificare la regolarità catastale è sufficiente confrontare lo stato di fatto dell’immobile con i dati catastali contenuti nella visura catastale. In fase di compravendita un altro documento importante da presentare è labitabilità o l’agibilità dell’immobile. In alcuni casi la sua assenza può compromettere la vendita del bene. Il tecnico deve anche redigere l’APE che certifica lo stato dell’impianto elettrico e che sia conforme alla vigente normativa.

Casi specifici

Per gli immobili la cui data di costruzione è antecedente al 1967, il titolo di abitabilità può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In questo caso quanto espresso viene trasferito sul rogito e la responsabilità del contenuto è del proprietario dell’immobile. Ad introdurre questa semplificazione è la Legge 47/85, inserita appositamente per consentire la vendita di immobili edificati prima del 01/09/1967, ma senza dimostrare la conformità urbanistica. Sul documento è necessario dichiarare la data di fabbricazione dell’immobile avvenuta anteriormente a tale data e che negli anni successivi non sono state realizzate opere di ristrutturazione che avrebbero potuto apportare delle variazioni di conformità dell’abitazione.

Come è costituito lo schema?

La relazione tecnica di compravendita è uno schema costituito da più paragrafi. A Roma e a Viterbo tecnici specializzati sono a disposizione per fare perizie professionali sulle condizioni dell’immobile. Il loro compito è controllare l’edificio che sia strutturalmente sano e evidenziarne tutti i difetti. Il costo della relazione tecnica di compravendita è addebitata al venditore. Vediamo come è costituito lo schema e cosa deve contenere.

Lo schema deve indicare i dati della parte venditrice e della parte acquirente ossia: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale. Il bene viene individuato apponendo l’indirizzo e i dati catastali quali: il foglio, la particella, il subalterno, la zona censuaria, la categoria, la classe, i vani, la rendita catastale. Occorre anche inserire una descrizione dell’immobile oggetto di vendita, è necessario indicare di cosa si tratta (appartamento, villa, rustico ecc.), com’è composto e con quali altre proprietà confina, se il fabbricato è annesso ad altri locali tipo il box e/o la cantina, anche per quest’ultimi occorre introdurre i dati catastali. Il documento deve inoltre contenere la storia urbanistica del fabbricato (anno di costruzione, concessione edilizia e condono), gli atti abilitativi, la conformità urbanistica e la conformità catastale, gli estremi del protocollo dell’APE, l’elenco dei certificati degli impianti presenti senza includere la conformità degli impianti che nella compravendita non è obbligatoria presentare. Quando l’immobile viene venduto, è indispensabile comunicare al catasto il cambiamento di proprietà.

Rigenerazione Urbana Lazio: quali sono gli interventi possibili?

Il consiglio regionale laziale lo scorso luglio ha proceduto con l’approvazione della delibera in merito alla cosiddetta rigenerazione urbana a cui è legato anche il recupero edilizio. Tali normative hanno il compito di prendere il posto della norma che prima portava il nome di Piano Casa e che è rimasto in vigore dal 2009 al 2017.

Senza alcun dubbio, con la nuova delibera nel Lazio si ha la possibilità di beneficiare di uno strumento a dir poco degno di nota grazie al quale dare seguito ad interventi volti alla ristrutturazione di immobili, alla demolizione e alla relativa ricostruzione in maniera semplice e conveniente. Entrando più nello specifico, è utile precisare che si ha la possibilità di beneficiare di un incremento al massimo corrispondente al 20% della volumetria iniziale. Ciò, però, non vale per gli edifici realizzati a scopo produttivo. In questo caso, l’incremento non può superare il 10%.

Piano Rigenerazione Urbana Lazio: i dettagli della normativa

rigenerazione urbana lazioCome anticipato, grazie a questa normativa si ha la possibilità di incentivare notevolmente progetti volti alla rigenerazione urbana. In questo modo, si ha l’opportunità anche di intervenire in maniera diretta sulla qualità della vita dei cittadini.

Per riuscire a comprendere meglio tale aspetto, è utile tenere conto del fatto che con questo piano di rigenerazione urbana vengono favorite formule come, ad esempio, il co-housing che, com’è noto, rappresenta una delle forme di condivisione degli spazi più in voga del momento. Questo, però, non è l’unico aspetto degno di nota.

Il piano, infatti, favorisce anche la diffusione di attività medio-piccole e consente di avviare percorsi volti al recupero delle aree periferiche della città. Da non sottovalutare è, inoltre, il potenziamento della mobilità sostenibile e l’aumento della sicurezza e della prevenzione per quanto concerne il rischio sismico.

Come è facile intuire, dunque, il piano di riqualificazione in questione ha tutte le carte in regola per rappresentare una vera e propria rivoluzione anche in fatto di occupazione. Basti pensare al fatto che tra gli incentivi previsti ci sono anche quelli relativi alla ristrutturazione di fabbricati di natura agricola che potrebbero riguardare principalmente i giovani imprenditori. Attraverso tale percorso di rigenerazione urbana, infine, nel Lazio si ha intenzione di limitare in maniera molto importante il consumo di suolo, promuovendo in maniera importante lo sviluppo delle aree verdi.

Ambiti di intervento

Quando si parla del piano di rigenerazione urbana non si può assolutamente prescindere da un ragionamento in merito alle aree che possono essere coinvolte nelle varie azioni. Ad essere protagoniste di questo progetto sono le aree urbanizzate, gli edifici a norma e quelli che risultano essere sanati. Non si ha, invece, l’opportunità di sfruttare il piano nelle aree in cui è presente il cosiddetto vincolo di inedificabilità, le aree protette, quelle agricole e gli insediamenti urbani di carattere storico.

Prima di procedere con questi interventi, si ha la necessità di richiedere i relativi permessi al comune di competenza. Così facendo, non si dovrà fare i conti con problematiche di vario genere sia nel breve che nel medio e lungo periodo.

Piano Casa Lazio proroga 2018

lazio rigenerazione urbanaIn fatto di ristrutturazioni e di interventi di vario genere, in tale ambito è utile anche menzionare il Piano casa per il Lazio e la relativa proroga prevista per il 2018. Grazie a tale proroga, i cittadini del Lazio hanno la possibilità di effettuare interventi di vario genere, beneficiando di agevolazioni e incentivi degni di nota. Tra questi incentivi ci sono, ad esempio, il recupero di sottotetti nel Lazio e, più in generale, ogni genere di intervento di varia entità.

Ovviamente, chi ha intenzione di dare seguito ad un intervento di ristrutturazione non deve fare altro che contattare un esperto del settore al quale rivolgersi sia per ottenere un preventivo puntuale che per richiedere l’effettiva applicazione degli incentivi. Dopo aver fatto ciò, non si dovrà fare altro che individuare una ditta alla quale rivolgersi per svolgere i lavori e per espletare tutte le pratiche.

Il piano di rigenerazione urbana, come è facile intuire, è il miglior modo per consentire alla regione Lazio di rilanciarsi e di recuperare anche le aree e gli edifici più trascurati, in modo tale da rendere ogni angolo della città fruibile, al passo con i tempi e, senza dubbio, molto più sicuro. L’obiettivo, dunque, è quello di garantire a tutti i cittadini una qualità della vita molto più elevata e un nuovo modo di vivere il territorio in ogni suo angolo.

Frazionamento terreno agricolo

Frazionamento terreno: Perchè effettuarlo?

Il frazionamento catastale è una procedura che riguarda sia terreni che immobili come case, appartamenti, ville, locali commerciali e diverse altre strutture edilizie.

Frazionamento appartamento

Abiti in città? Lo sai che appartamenti più piccoli hanno maggior valore immobiliare? Il frazionamento può essere un ottimo investimento.

Frazionamento edificio

Sei il proprietario di un edificio? Puoi ricavare più unità immobiliari
per procedere con la vendita o la locazione degli stessi.

Frazionamento terreno

Ha necessità di dividere un terreno in più lotti? In caso di compravendita o successione ereditaria è necessario procedere al frazionamento

Affidati ad un nostro tecnico abilitato! Il team di Studio Architetto si occuperà di:

    • Raccolta documenti
    • Sopralluogo e rilazione topografica
    • Elaborazione del frazionamento con procedura PREGEO
    • Deposito al Comune di competenza
    • Trasmissione all’Agenzia delle Entrate

Frazionamento: tutto quello che c’è da sapere…

Nel corso della vita può accadere che ci si trovi di fronte alla necessità di effettuare un frazionamento di un immobile, facendo riferimento non soltanto ad un edificio ma anche al frazionamento terreno agricolo. Questa necessità può accadere per diversi motivi: il più diffuso è senza dubbio quello della successione ereditaria. Alla scomparsa del proprietario i suoi eredi si trovano nella condizione di dover dividere l’unità immobiliare in tante parti quanti sono gli eredi stessi. Ognuno degli eredi dovrà infatti intestarsi la propria porzione di immobile, distinta da quella degli altri eredi.

Allo stesso modo può accadere che la necessità di effettuare un frazionamento derivi dall’esigenza di ridurre la proprietà in seguito alla stipulazione di contratti di vendita o di affitto che riguardano solo una porzione dell’intero immobile.
Quando si decide di procedere con un frazionamento è però una buona prassi quella di informarsi correttamente sulle procedure e sui costi che tale pratica comporta. In tal modo non ci si troverà di fronte a sorprese quando il nostro tecnico di fiducia presenterà la propria parcella.

Frazionamento Catastale: nozioni tecniche

Prima di affrontare qualsiasi altro discorso, conviene valutare appropriatamente la natura stessa della procedura di frazionamento catastale: si tratta in pratica di una procedura con la quale un proprietario di un immobile divide formalmente un appezzamento di terra, una casa, un edificio e così via.

Oltre alla divisione in sé, è possibile anche cambiare la natura dell’immobile stesso, cambiando la sua destinazione d’uso: è ad esempio il caso di un garage che viene trasformato in un locale ad uso commerciale.

Effettuare un frazionamento seguendo le norme e le procedure di legge è essenziale per non incappare in aspre sanzioni amministrative.

La Procedura per frazionare un terreno agricolo

frazionamento terreno agricolo

Esempio di frazionamento agricolo

Per poter effettuare il frazionamento di una particella occorre presentare una richiesta presso il comune di competenza: tale atto viene solitamente predisposto da un geometra con pochi giorni di lavoro.

Per procedere al frazionamento terreno agricolo occorre però rispettare alcune norme: in primo luogo è bene recuperare presso il catasto tutte le informazioni relative al terreno stesso e, sempre supportati da un tecnico qualificato, recarsi sul posto per tracciare i nuovi confini.

La regola generale che si applica al frazionamento dei terreni agricoli prevede che non sia possibile frazionare un terreno agricolo di superficie inferiore ai 15 mila metri quadrati. Questa regola può essere superata solo nel caso la destinazione urbanistica prevista dal piano regolatore generale passi da agricola a edificabile. In questo caso è possibile frazionare terreni più piccoli.

Una volta ottenuta l’autorizzazione dal Comune, il nuovo frazionamento potrà essere accatastato. Affinché la procedura abbia valore legale è necessario che il nuovo proprietario passi per la registrazione presso un notaio.

Quanto costa un frazionamento di un terreno agricolo

E’ ovvio che la procedura di frazionamento abbia un costo: se non altro per far sì che il geometra incaricato ad effettuare la divisione possa coprire tutte le spese necessarie alla predisposizione dell’atto.

Sono dunque riconducibili all’onorario del tecnico i primi costi da sostenere. Per farsi un’idea di quanto si dovrà spendere bisogna considerare che il costo è parametrato in base all’entità del sopralluogo (che si può calcolare a ore oppure in base alla metratura del terreno oggetto del frazionamento), poi in relazione al costo del progetto, ed infine in relazione al deposito del progetto al Comune.

Anche il Comune stesso prevede dei costi per il cittadino che intende effettuare la registrazione di un frazionamento di un immobile, sia esso un edificio che un terreno agricolo. Di solito i costi per i diritti delle pratiche sono fissati in base al tipo di frazionamento e al tipo di immobile. Normalmente viene richiesto la cittadino un pagamento delle imposte di bollo per l’espletamento della pratica.

Infine occorre pagare i diritti catastali sull’immobile.
Appare dunque evidente che sul costo della pratica incidano una vasta serie di fattori e dunque, prima di procedere, può essere corretto chiedere al tecnico che si intende incaricare, un preventivo di spesa comprensivo di tutte le voci menzionate.