Certificazione energetica Roma

Rilascio Attestato Prestazione energetica a Roma e provincia

Dalla fine del secolo scorso il legislatore ha inserito nelle varie attività correlate all’edilizia l’obbligatorietà di dotare ogni unità abitativa di un attestato che indicasse la classe energetica dello stesso, indicato comunemente con il nome di Certificazione Energetica Roma; vediamo quindi quali sono le nuove indicazioni e le procedure da effettuare per richiedere l’Attestazione di Prestazione Energetica nella città di Roma e nella sua provincia.

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Certificazione Energetica Roma

Studio-architetto.com si occupa della redazione di certificazioni energetiche immobili in tutta la provincia e nei seguenti quartieri del comune di Roma: Tor di Quinto, Tomba di Nerone, Farnesina, Giustiniana, La Storta, Santa Cornelia, Labaro, Cesano, Parioli, Flaminio, Salario, Trieste, Nomentano, Ottavia, Santa Maria della Pietà, Trionfale, Castelluccia, Monte Sacro, Serpentara, Bufalotta.

Inoltre, il nostro studio di architettura si occupa anche di:

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Che cosa è l’A.P.E. (l’Attestazione di Prestazione Energetica)

Certificazione energetica RomaNel 2013 il decreto legge n. 63 ha attuato una revisione dei precedenti obblighi riguardo la redazione dei certificati di attestazione energetica degli edifici, specificando nel dettaglio quali fossero le sanzioni in caso di mancato adempimento e definendo il campo dell’Attestazione di Prestazione Energetica (APE) che andava a sostituire l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Sempre nel 2013 la legge numero 90 ha effettuato un’ulteriore precisazione in merito all’APE, chiarendo i casi particolari in cui deve essere in vigore l’obbligo di elaborazione della certificazione energetica.

L’APE è un documento ufficiale che riepiloga dettagliatamente il livello delle prestazioni energetiche di un qualsiasi immobile dando come risultato un singolo valore che è compreso in una scala compresa tra A (A4) con maggiore efficienza a G, quella alla base e con nessuna efficienza energetica.

Questo documento specifica il livello di efficienza energetica dell’immobile basandosi su diversi termini di raffronto quali: isolamento termico (attivo e passivo), la sua posizione, la presenza di impianti di riscaldamento, di condizionamento e di produzione di acqua sanitaria, l’esistenza di impianti accessori per la produzione di acqua calda e/o elettricità.

Quando bisogna obbligatoriamente compilare l’APE

certificazione energetica roma moduloI casi in cui è necessario avere la certificazione energetica sono numerosi. Come avveniva per il precedente Certificato, inoltre, l’APE dovrà essere riveduta nel caso vengano eseguiti lavori di riqualificazione o di ristrutturazione dell’appartamento; questi non devono interessare oltre il 25% della superficie o una modifica sostanziale della struttura (nel qual caso l’APE deve essere fatta ex novo) ma solamente specifici interventi su uno o più elementi dell’unità come esempio la sostituzione della caldaia o l’installazione di termoconvettori, la modifica degli infissi, il cambio della pavimentazione ecc.

La normativa inoltre impone ai soggetti proprietari di immobili (sia come singole unità immobiliari che di intere palazzine) di far redigere l’APE quando:

  1. si sta effettuando una compravendita (sia pubblica che privata) od una donazione immobiliare sia ad altri privati o ad Enti o Fondazioni.
  2. si ha l’intenzione di dare in locazione un edificio o una singola unità immobiliare, sia ad uso residenziale che commerciale
  3. si inserisce un annuncio di vendita, anche di immobili di nuova costruzione.

Chi è abilitato alla compilazione dell’APE

Come specificato nella “delibera di Giunta Regionale n.398 del 2017 e al D.P.R. n.75/2013“, possono compilare l’A.P.E. senza aver l’obbligo di frequentare uno specifico corso di formazione della durata di 80 ore, tutti i tecnici professionisti in possesso di abilitazione professionale nel settore della progettazione di fabbricati e impianti assoggettati agli edifici stessi; le figure sono gli Ingegneri, gli Architetti ed i Periti Industriali (cat. C1 e C3); sono inoltre ammessi a redigere l’APE anche i Periti Agrari o Agrotecnici (C8) ed i Geometri (C9).

Tutte le sopraelencate figure professionali devono essere obbligatoriamente iscritte ai relativi ordini e collegi professionali. Sono escluse da questo elenco gli architetti che sono iscritti all’Ordine di cui all’art. 2 comma 3 del D.P.R. n. 75/2013, e che esercitano “le attività del paesaggista, del pianificatore territoriale, del conservatore dei beni architettonici ed ambientali e del pianificatore junior e gli ingegneri che rientrano nell’art. 2 comma 3 del D.P.R. n. 75/2013, iscritti all’albo nel settore c) dell’informazione”.

Per le figure professionali sopra elencate che non hanno ancora conseguito l’abilitazione professionale, è consentito redigere l’APE previa frequenza di un corso di formazione professionale abilitante (della durata di 80 ore) al fine di conseguire l’attestato per la certificazione energetica per gli edifici.
Dovranno poi frequentare il medesimo corso professionale anche altre figure professionali come i tecnici in possesso di “diploma di istruzione tecnica con indirizzi diversi da quelli sopraindicati” ed i tecnici professionisti che sono in possesso di diplomi di laurea specialistica o magistrale come ad esempio matematica e fisica, lauree in chimica, scienze naturali, geologia, geofisica, scienze e tecnologie fisiche e chimiche, matematica.

All’interno dell’Allegato A della DGR n.398/2017 sono elencate nel dettaglio le figure professionali, i titoli di studio e le classi relative a tutte le lauree di tipo magistrale che sono obbligate alla frequenza del corso abilitante.

Procedure per la richiesta dell’APE.

Per richiedere l’APE le procedure finali per i proprietari di immobili di Roma e Provincia a partire dal 12 Aprile 2018, data di pubblicazione della determinazione n. G04371 del 5 aprile 2018 sono variate; non è più possibile inviare al Genio Civile tramite Pec, Raccomandata con R/R o a mano la certificazione prodotta.

Se la certificazione viene inoltrata con il vecchio sistema viene considerata irricevibile in quanto le modalità attuali sono di tipo telematico attraverso il nuovo “Sistema Informativo di Gestione degli Attestati di Prestazione Energetica degli edifici per la Regione Lazio”, creato dalla Regione Lazio in cooperazione con ENEA.

Le procedure iniziali, con l’assegnazione di incarico al professionista abilitato e l’’obbligatorio sopralluogo da parte di questo (ai sensi “dell’articolo 4 comma 6, che prevede che debba essere effettuato da parte del tecnico almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione”) rimangono invariate.

Piano Operativo Sicurezza

Cos’è un Piano Operativo di Sicurezza

Quando si parla di POS, ossia del Piano Operativo di Sicurezza, ci si riferisce ad un documento obbligatorio che si riferisce in modo esplicito al D.Lgs 81/2008 e che deve essere redatto da ogni impresa che esegue un qualsiasi lavoro all’interno di un cantiere temporaneo o mobile.
Quello che deve essere specificato da parte del datore di lavoro a proposito del cantiere in cui sta operando è l’esatta valutazione dei rischi potenziali che corrono i lavoratori e quali sono le misure di protezione e di prevenzione che sono state scelte onde eliminarli o contenerli il più possibile. Oltre queste due informazioni deve essere anche specificata com’è organizzata la sicurezza dell’azienda a proposito di macchinari, lavorazioni, attrezzi in genere ect.

Quali sono i contenuti minimi del Piano operativo sicurezza?

Entrando nello specifico e seguendo le direttive dell’allegato XV del sopra citato D.Lgs 81/2008, il Piano Operativo Sicurezza deve obbligatoriamente indicare:

  1. i dati anagrafici e fiscali dell’azienda che esegue i lavoro (anagrafica del datore di lavoro con ogni possibile riferimento; le attività previste che saranno eseguite materialmente sia dall’impresa che da eventuali sub affidatari; i nomi dei responsabile al pronto soccorso, all’antincendio ed evacuazione dei lavoratori; il nome del competente medico laddove previsto; il nome del responsabile del servizio di protezione e prevenzione; il nominativo del direttore tecnico dei lavori e del capocantiere; l’elenco e le relative qualifiche dei lavoratori che operano nel cantiere);
  2. le precise mansioni relative alla sicurezza del cantiere e l’identificazione delle figure appositamente nominate a tali scopi;
  3. l’esatta descrizione dell’attività di lavoro, le turnazioni e come viene organizzato il lavoro;
  4. l’elenco dei ponteggi e degli eventuali ponti a torre su ruote nonché tutte le altre opere temporanee di na certa rilevanza inclusi i macchinari utilizzati;
  5. la lista delle sostanze pericolose che si utilizzeranno con relative schede di sicurezza;
  6. valutazione impatto sonoro con relativo esito;
  7. la determinazione delle misure preventive e di protezione che sono state integrate oltre quelle indicate nel Piano di Sicurezza e Coordinamento;
  8. le procedure complementari richieste dal PSC laddove e quando previste;
  9.  la lista degli strumenti di protezione individuale con i quali sono dotati i lavoratori presenti in cantiere;
  10. la documentazione informativa relativa alla formazione fornita ai lavoratori in cantiere.

Il modello semplificato del Piano Operativo di Sicurezza

piano operativo sicurezza romaIntrodotto dal Decreto Interministeriale del 09.09.2014, il modello semplificato del Piano operativo Sicurezza è stato concepito con l’intento di semplificare gli adempimenti previsti dalla legge senza, per questo, venire meno alla tutela del lavoro.
E’ tuttavia facoltà del titolare dell’azienda scegliere se compilare il Piano Operativo di Sicurezza attraverso la metodologia classica oppure se avvalersi del modello semplificato .
Ovviamente il POS semplificato è stato ideato per essere di facile compilazione da parte di chi ha l’obbligo di redigerlo che si trova dinnanzi ad un modello che correttamente interpreta il D.Lgs 81/2008.

Il POS semplificato riporta uno schema relativo allo Storico delle Revisioni, l’Identificazione e la descrizione dell’opera dove sono specificate le individuazioni del committente, del responsabile dei lavori, del coordinatore per la progettazione, del coordinatore dell’esecuzione, il progettista, il direttore dei lavori e l’indirizzo del cantiere.

Un’altra sezione è dedicata alla Descrizione sintetica dei lavori che verranno eseguiti in cantiere, (allestimento, recinzione, viabilità, allestimento depositi, allestimento servizi igienico – assistenziali, impianto elettrico e di messa a terra, gru con montaggio e smontaggio ecc).

Sempre nel POS semplificato si trova uno schema relativo a tutti i dati che identificano l’impresa dove deve essere specificato se si tratta dell’impresa affidataria, dell’impresa affidataria ed esecutrice o se impresa esecutrice in sub appalto.
Nella scheda va specificata se la durata dei lavori sarà maggiore o minore ai 200 giorni, dopo di che devono essere compilati tutti i campi relativi all’anagrafica dell’azienda stessa e dei Dirigenti preposti per il cantiere ivi inclusi i nominativi di tutti gli interessati alle mansioni specifiche della sicurezza. Il ruolo del Responsabile al Servizio di prevenzioni e protezione (RSPP) deve essere svolto o dallo stesso datore di lavoro o da altra persona avente acquisito i titoli dopo aver frequentato il corso di formazione (e/o aggiornamento).

Sempre in ottemperanza alla vigente legislazione deve essere indicato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e com’è organizzato il servizio di pronto soccorso, quello antincendio e di evacuazione dei lavoratori. Conclude il modello POS l’elenco dei lavoratori incaricati alla gestione delle emergenze, quello completo di tutti con le qualifiche assegnate ad ognuno; l’esito del rapporto di Valutazione del Rumore con i livelli di esposizione; le lavorazioni che si svolgeranno in cantiere.

Relazione tecnica di compravendita

Proponiamo una breve guida che spiega cos’è la relazione tecnica di compravendita: un documento fondamentale per vendere il proprio immobile.

Che cos’è la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita è conosciuta anche con il nome di nota tecnica notarile. Si tratta di un documento che deve necessariamente essere redatto da un tecnico abilitato, quale un geometra, architetto o ingegnere e deve contenere la veridicità dell’immobile oggetto di compravendita.

Quando redigere la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita va redatta ogni volta che un immobile diventa oggetto di vendita, o di donazione, quando bisogna intervenire sul bene con lavori edilizi specifici che ne modificano la struttura estetica e funzionale e per legge è richiesta una dichiarazione tecnica, oppure quando a chiederlo è la banca per la concessione di un mutuo.

Verifiche necessarie per la redazione tecnica di compravendita

Relazione tecnica compravenditaPrima di dare forma alla relazione tecnica di compravendita è opportuno verificare la conformità urbanistica dell’immobile, accertare lo stato in cui si trova, come è stato realizzato e a quali modifiche è andato incontro. E’ necessario che il venditore fornisca i titoli abitativi quali: la licenzia edilizia per gli immobili edificati prima del 1977, la concessione edilizia per i fabbricati eretti tra il 1977 e il 2003, il permesso di fabbricare per abitazioni edificate dopo il 2003. Occorre documentare se il fabbricato è provvisto di concessione in sanatoria e che sia stato richiesto il condono. Se nel corso degli anni l’immobile ha subito delle modifiche minori, occorre presentare le differenti autorizzazioni quali DIA, CILA e SCIA. Per verificare la regolarità catastale è sufficiente confrontare lo stato di fatto dell’immobile con i dati catastali contenuti nella visura catastale. In fase di compravendita un altro documento importante da presentare è labitabilità o l’agibilità dell’immobile. In alcuni casi la sua assenza può compromettere la vendita del bene. Il tecnico deve anche redigere l’APE che certifica lo stato dell’impianto elettrico e che sia conforme alla vigente normativa.

Casi specifici

Per gli immobili la cui data di costruzione è antecedente al 1967, il titolo di abitabilità può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In questo caso quanto espresso viene trasferito sul rogito e la responsabilità del contenuto è del proprietario dell’immobile. Ad introdurre questa semplificazione è la Legge 47/85, inserita appositamente per consentire la vendita di immobili edificati prima del 01/09/1967, ma senza dimostrare la conformità urbanistica. Sul documento è necessario dichiarare la data di fabbricazione dell’immobile avvenuta anteriormente a tale data e che negli anni successivi non sono state realizzate opere di ristrutturazione che avrebbero potuto apportare delle variazioni di conformità dell’abitazione.

Come è costituito lo schema?

La relazione tecnica di compravendita è uno schema costituito da più paragrafi. A Roma e a Viterbo tecnici specializzati sono a disposizione per fare perizie professionali sulle condizioni dell’immobile. Il loro compito è controllare l’edificio che sia strutturalmente sano e evidenziarne tutti i difetti. Il costo della relazione tecnica di compravendita è addebitata al venditore. Vediamo come è costituito lo schema e cosa deve contenere.

Lo schema deve indicare i dati della parte venditrice e della parte acquirente ossia: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale. Il bene viene individuato apponendo l’indirizzo e i dati catastali quali: il foglio, la particella, il subalterno, la zona censuaria, la categoria, la classe, i vani, la rendita catastale. Occorre anche inserire una descrizione dell’immobile oggetto di vendita, è necessario indicare di cosa si tratta (appartamento, villa, rustico ecc.), com’è composto e con quali altre proprietà confina, se il fabbricato è annesso ad altri locali tipo il box e/o la cantina, anche per quest’ultimi occorre introdurre i dati catastali. Il documento deve inoltre contenere la storia urbanistica del fabbricato (anno di costruzione, concessione edilizia e condono), gli atti abilitativi, la conformità urbanistica e la conformità catastale, gli estremi del protocollo dell’APE, l’elenco dei certificati degli impianti presenti senza includere la conformità degli impianti che nella compravendita non è obbligatoria presentare. Quando l’immobile viene venduto, è indispensabile comunicare al catasto il cambiamento di proprietà.

Home staging Roma e Viterbo

In Italia si sta diffondendo sempre di più l’home staging. Ecco cos’è ma soprattutto qual è la sua utilità.

Quando rivolgersi a uno studio di home staging a Roma e Viterbo

L’home stanging è nato negli Stati Uniti più di quaranta anni fa, ma in Italia ha cominciato a diffondersi soltanto cinque-sei anni fa. Comprare una casa non è un’impresa facile. Il mercato offre molte opportunità di acquisto e scegliere l’abitazione in grado di soddisfare le proprie esigenze diventa complicato. Le agenzie immobiliari per reclutare la clientela si affidano alla rete e l’estetica dell’annuncio è fondamentale.

Quando rivolgersi a uno studio di home staging a Roma e Viterbo?

home staging fotoSe si ha intenzione di vendere una casa e si desidera farlo nel minor tempo possibile, vale la pena rivolgersi a dei professionisti di home staging. L’elemento fondamentale che influisce maggiormente sull’acquisto di una abitazione è il fattore emozionale.

Bastano solo 90 secondi per innamorarsi della futura casa

E’ stato statisticamente dimostrato che bastano solamente novanta secondi per innamorarsi della futura casa. L’home stanging è indispensabile per valorizzare l’immobile, difatti abbracciare la filosofia dell’home stanging significa letteralmente “mettere in scena la casa”. La maggior parte degli annunci immobiliari che si leggono in rete non sono curati e le abitazioni vengono mostrate in maniera disordinata, con le inquadrature sbagliate e la luce inadeguata. Lo scopo dell’home staging è di far emergere un annuncio di vendita su tutti gli altri presentando una fotografia che attiri l’attenzione e che si distingua. L’obbiettivo è quello di mostrare le potenzialità dell’immobile. In un momento in cui il mercato immobiliare è stagnante, affiggere un semplice cartello di vendita non è sufficiente per vendere la propria abitazione. I proprietari di case sono costretti a prendere altri provvedimenti e l’home stanging è diventato un modo per aumentare il valore dell’immobile e ridurre i tempi di vendita.

Tempo medio di vendita ridotto da 282 a 64 giorni con l’home staging

A volte basta pulire l’appartamento e rimuovere tutti gli oggetti personali quali cornici, fotografie, souvenir di viaggi, collezioni, altre volte invece è necessario investire del denaro per tinteggiare la casa, aggiungere mobili, decorare gli spazi con piante, solamente per dare ai potenziali acquirenti l’immagine di cosa sarà la loro nuova casa. Tuttavia la “messa in scena” secondo il parere dei professionisti del settore, non è la decorazione, ma la “spersonalizzazione” della casa.

Cosa fa uno studio di home stanging a Roma e Viterbo

Sono tre gli elementi che influiscono sulla scelta di un’abitazione:

  • la posizione;
  • il prezzo;
  • l’aspetto.

Dal momento che il proprietario dell’immobile non può cambiare l’ubicazione della propria casa e vorrebbe mantenere fermo il prezzo di vendita, l’unica condizione variabile è migliorarne l’aspetto. La maggior parte dei proprietari prima di mostrare la loro casa la riordinano, ma a volte non basta e si rende necessario un intervento per rendere più attraente e al contempo accattivante l’appartamento.

home stanging prima dopo

Home Staging: prima e dopo

Uno studio di home stanging a Roma e Viterbo ha il compito di valorizzare l’immobile mettendo in scena una casa con ambienti neutri. Prima di contattare l’home stager bisogna essere pronti a vedere la propria casa cambiare fisionomia. Dal momento che il professionista interverrà sull’immobile per avvalorarlo, il proprietario avrà non più la sua casa, ma un prodotto da vendere.

L’home stanger non è un agente immobiliare, un designer o un architetto è una figura complessa che supporta le figure sopra citate. L’obiettivo è far innamorare l’acquirente della casa a prima vista. Un ingresso accogliente per esempio distoglierà l’attenzione dalle sue piccole dimensioni, un bagno grande e ben accessoriato faranno sembrare meno importante il secondo bagno piccolo e cieco, e così via. Il 90% degli acquirenti inizia la ricerca della propria casa online. Una casa sfitta e priva di arredo non è attraente in foto, ma con “la messa in scena” le persone ottengono una visione realistica di ciò che la casa può offrire.

La professionalità di uno stanger è enfatizzare il carattere di un ambiente, in maniera che il meglio che la casa ha da offrire venga messo in mostra. Nulla deve essere lasciato al caso, ma ogni piccolo particolare va studiato attentamente, perché il potenziale acquirente è molto attento e guarda con occhio critico ogni dettaglio dell’abitazione.

home staging

Intervento di Home staging: Prima e dopo

Il lavoro di uno stanger comporta una fusione di psicologia e creatività, arte e design. L’obiettivo finale è di donare alla casa un aspetto magnifico, sviluppare al meglio gli spazi e persuadere l’acquirente facendogli immaginare come sarebbe la sua vita se possedesse una casa così bella. Il risultato è una vendita più veloce ad un prezzo più alto.

Richiedi una prima consulenza gratuita da parte di un home stanger. Contatta Studio-architetto.com inviando una richiesta gratuita e senza obbligo di impegno attraverso il modulo che trovi in questa pagina, oppure chiama il numero 327 12 53 992.

Realizzazione pavimento in cemento stampato

Cos’è il cemento stampato

pavimento in cemento stampato vialetto

Il pavimento in cemento stampato è la soluzione più semplice per progettare passi carrabili e vialetti pedonali. Quando si parla di pavimentazione esterna subito vengono in mente i cortili sul retro delle case, con immense superfici cementate sterili e vuote, senza colore se non un grigio minimalista e triste.

Realizzare una pavimentazione in cemento in alcune aree del giardino offre l’opportunità di creare sorprendenti contrasti di tinte e grane, esaltati dalla luce solare, dalle ombre profonde e da fiori e alberi. A volte sono sufficienti pochi materiali ben scelti che si accordano all’estetica della casa per costruire ambienti attraenti.

Il pavimento in cemento stampato è una valida alternativa a pavimentazioni in gres porcellanato o in pietra, innanzitutto perché è decisamente più economico rispetto ai pavimenti esterni in pietra. Il materiale è costituito da una miscela di acqua e cemento in polvere denominata comunemente calcestruzzo.

Perché scegliere una pavimento in cemento per esterni?

pavimento cemento stampato

Pavimento in cemento stampato effetto pietra

L’idea di progettare una pavimentazione in calcestruzzo può sembrare bizzarra, ma se si vuole che il pavimento duri a lungo si devono prendere in considerazione alcuni fattori. Primo fra tutti lo spessore del calcestruzzo necessario per sopportare il peso del traffico pedonale e/o carrabile e stabilire l’inclinazione necessaria per far defluire l’acqua piovana dalla superficie.

In passato i rivestimenti in cemento stampato venivano utilizzati per rendere accessibili aree industriali, magazzini, cantine, ma negli ultimi anni hanno trovato impiego anche nella realizzazione di aree commerciali e domestiche. Grazie alle nuove tecnologie, è possibile riprodurre sul cemento l’aspetto dei materiali naturali, quali pietra e legno, ottenendo la stessa resa estetica.

Come fare un pavimento in cemento?

Il calcestruzzo stampato segue lo stesso procedimento di messa in posa del tradizionale calcestruzzo con la variante che verso la fine viene steso sul pavimento un prodotto distaccante che facilita la rimozione degli stampi. Per ottenere un perfetto lavoro, la miscela di calcestruzzo non deve contenere troppa acqua, perché così aderirebbe facilmente al timbro e si otterrebbero finiture scadenti, ma non deve essere nemmeno troppo secca altrimenti la pavimentazione si romperebbe prematuramente. Si procede imprimendo sulla superficie la forma desiderata e prima che questa si asciughi viene aggiunta la colorazione. Una volta ultimato il lavoro si lascia riposare per un giorno intero e poi si prosegue con il lavaggio e la lucidatura della pavimentazione ottenuta.

Naturalmente è un lavoro che va eseguito fino alla fine senza alcuna interruzione. L’ampia gamma di disegni e colori consente di rifinire la superficie e di ottenere un pavimento in cemento stampato più piacevole da guardare.

Quali sono i vantaggi di un pavimento in cemento stampato

pavimento cemento stampato legno

Pavimentazione in cemento stampato effetto legno

ll pavimento in cemento stampato fornisce un risultato ottimale dal punto di vista estetico e, proprio per questo motivo, negli ultimi anni questa tipologia di pavimentazione ha trovato largo uso anche nell’edilizia residenziale e commerciale.

Come abbiamo visto, il pavimento in cemento stampato consente di realizzare superfici decorative senza posare mattoni e pietre. Gli stampi stessi creano delle forme nel cemento, realizzando disegni di varia natura e capaci di riprodurre le caratteristiche estetiche dei più svariati materiali: dal legno alla pietra. Proprio per la sua versatilità, sono molti gli architetti e gli interior design che negli ultimi anni hanno scelto il pavimento in cemento per interni, e non soltanto per gli esterni.

Un altro vantaggio riguarda il costo di realizzazione; realizzare un pavimento in cemento costa molto meno che mettere in posa una normale pavimentazione garantendo comunque un design di successo ed esteticamente gradevole. Con gli strumenti adatti e mani esperte la superficie stampata sembrerà costruita in blocchi originali.

Uno dei vantaggi del calcestruzzo stampato è sicuramente la facilità d’installazione, l’importante è fare bene la miscelazione per garantire un perfetto stampaggio. A patto che la pavimentazione sia stata bene realizzata, è in grado di durare a lungo termine senza necessità di manutenzione. Il pavimento in cemento stampato non teme le intemperie, è facile da tenere in ordine e non viene attaccato da muffe, agenti chimici e erbacce.

Offre una grande varietà di texture e finiture, con un visivo impatto scenico soprattutto quando imita pietre, legno e mattoni. La posa di questo pavimento da esterno non necessita di sottofondi o preparazioni particolari. Il calcestruzzo stampato è versatile, è possibile dare al pavimento la forma e l’aspetto che si desidera scegliendo il colore, lo stile e il disegno. È praticamente esente da manutenzione e può essere installato in una vasta gamma di modelli e colori per soddisfare ogni esigenza individuale.

Pavimento in cemento stampato prezzi

Se vogliamo fare una stima, possiamo dire che in media il costo per la realizzazione di un pavimento in cemento stampato è a partire da 30€ al mq. Il prezzo però può variare a seconda del tipo di lavorazione scelta. Se si è alla ricerca di una pavimentazione per esterni attuale, nuova, pratica, con prezzi contenuti e facile da personalizzare, il cemento stampato potrebbe essere il giusto rimedio.

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Denuncia di successione 2018

Denuncia di successione 2018

Il nuovo modello per la denuncia di successione, regolarmente approvato con specifico provvedimento dall’Agenzia delle Entrate, permette di effettuare la dichiarazione di successione telematica da parte degli eredi, dei legatari o, in alternativa, tramite intermediario designato. Inoltre, gli obbligati alla trasmissione della dichiarazione attraverso la successione telematica possono assolvere agli obblighi tributari inerenti la successione (calcolo di tasse, imposte ipotecarie, imposte catastali, tributi speciali, autoliquidazione, ecc) con l’addebito su conto corrente proprio o di un intermediario e, successivamente, richiedere la voltura catastale degli immobili ereditati quando necessario.

La successione ereditaria

La successione ereditaria è il passaggio del patrimonio, attivo e passivo, da un soggetto ad un altro in caso di morte. Entro 24 ore dal decesso gli eredi devono darne obbligatoriamente comunicazione all’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza, mentre la denuncia di successione va presentata entro un anno agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio.

La denuncia di successione

La dichiarazione di successione presentata da un singolo erede è valida anche per gli altri eredi ed eventuali legatari.
Per presentare la denuncia di successione dal 23 gennaio 2017 è stato introdotta la nuova modalità per compilare il modello online attraverso i servizi telematici presenti sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che ha affiancato comunque la possibilità di usare il tradizionale modello cartaceo. Per i contribuenti la successione telematica è diventata obbligatoria dal 2018.

Successioni OnLine Agenzia delle Entrate

denuncia di successione ereditariaIl nuovo software gratuito (chiamato software Successioni OnLine Agenzia delle Entrate) per l’inoltro telematico della dichiarazione di successione deve essere scaricato (dal 23 gennaio 2017) in modalità stand alone e prevede la richiesta di credenziali di accesso ai sistemi telematici direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Questo software permette di compilare i file necessari, allegare i documenti obbligatori, salvando via via i dati inseriti e le successive modifiche. Una volta controllata l’esattezza dei dati inseriti è possibile trasmettere il modello completo. Questa modalità prevede la compilazione di alcuni quadri al posto della più complessa dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la possibilità di calcolo delle imposte di successione, la predisposizione dell’addebito di quanto dovuto su conto corrente e, infine, l’inoltro della richiesta di voltura catasatle.
Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili le istruzioni dettagliate per la compilazione del modulo tramite web.
Il modello di successione cartaceo può essere usato, in via straordinaria, e spedito tramite raccomandata dagli eredi residenti all’estero impossibilitati ad usare il software online.

La compilazione online

Il formato online prevede due fascicoli da redigere: il primo che prevede l’informativa sulla privacy, i dati della persona defunta (nome, cognome, codice fiscale, dati anagrafici), dati di chi inoltra la richiesta. Nello stesso frontespizio è prevista la parte relativa ad immobili, terreni, fabbricati ed ai relativi documenti da allegare o alle dichiarazioni sostitutive obbligatorie per legge.
Il secondo fascicolo deve essere compilato solo in caso di specifiche condizioni, come la presenza di donazioni, imbarcazioni, ecc. Gli allegati devono essere scansionati e salvati in pdf o tiff.
Questo nuovo iter prevede anche il calcolo e il pagamento delle relative tasse ed imposte ed un successivo inoltro che sostituisce integralmente la precedente dichiarazione nei casi di errore, modifica o integrazione.

E’ obbligatorio conservare l’originale della domanda di successione, le richieste di volture catastali, gli allegati, la ricevuta di registrazione ed eventuali evidenze di pagamento in conto corrente di imposte.

Tabelle millesimali

Per capire al meglio che cosa sono le tabelle millesimali riprendiamo la definizione specifica dalla giurisprudenza:

Secondo la Corte di Cassazione (si veda su tutte sent. n. 18477 resa nell’agosto del 2010 dalle Sezioni Unite) le tabelle millesimali hanno l’unico scopo di:

  • Consentire la ripartizione delle spese.
  • Consentire la formazione delle maggioranze assembleari.

Le tabella millesimale è il documento che riassume i millesimi di proprietà di ogni un unità immobiliare, da allegare al regolamento di condominio. È possibile tuttavia che il condominio approvi più di una tabella (basti pensare ad esempio all’utilizzo di un ascensore soltanto da alcuni specifici piani dell’edificio). Per questo accanto alle tabelle millesimali di proprietà e di spesa generale possono coesistere tabelle millesimale speciali.

Calcolo delle tabelle millesimali Viterbo e Roma

Come si calcolano le tabelle millesimali?

appartamento tabelle millesimaliLa prima premessa è che non esiste al momento una vera e propria norma cogente che impone al redattore abilitato il rispetto di specifici parametri. Trattandosi, ovviamente, di un’operazione tecnica, la modalità di calcolo determina i criteri stessi, ma non vi è niente di decisamente vincolante.

Sostanzialmente: un errore nel calcolo delle tabelle millesimali non comporta sempre una conseguenza o una sanzione come accade spesso per le attività rumorose.

Dati tecnici:

  • Di natura oggettiva – concerne all’attività immobiliare ed è rappresentato dalla superficie o il volume.
  • Di natura soggettiva – rappresentano i costi ( detti anche coefficienti di valutazione tecnica), quantificati
    dalla scelta del redigente.

Coefficienti: di destinazione, di piano, di orientamento, di prospetto, di luminosità, di funzionalità globale all’alloggio.

Dunque, una valutazione dell’errore non riguarda la discrezionalità del redigente nell’applicare un coefficiente in più nella corretta applicazione dei medesimi.

Chi redige le tabelle millesimali?

L’attività di redazione delle tabelle millesimali a Viterbo e provincia non è un’attività riservata ad una specifica categoria. Per quanto riguarda le tabelle millesimali, certamente ci si dovrà rivolgere ad un tecnico che sia in grado di calcolare le quote spettanti a ciascun immobili al fine di ripartire in maniera equa le spese di gestione e manutenzione del condominio.

Permesso di costruire: redazione e presentazione domanda

permesso di costruire

Il permesso di costruire è un titolo autorizzativo, rilasciato dal Comune, per la realizzazione degli interventi edilizi. In passato, l’autorizzazione aveva una denominazione diversa: inizialmente il titolo aveva il nome di Licenza Edilizia, sostituito poi con quello di Concessione Edilizia a seguito dell’emanazione della cosiddetta Legge Bucalossi, ossia la Legge 10/1977.

 Come si ottiene il permesso di costruire?

Per ottenere il permesso, occorre presentare richiesta allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune.

A questa, deve essere obbligatoriamente allegato il progetto e gli elaborati grafici relativi all’intervento da realizzare.

Inoltre, l’architetto, o il professionista incaricato, deve attestare la conformità dell’intervento alla normativa vigente in materia.

Sebbene negli anni la politica di semplificazione burocratica abbia introdotto alcuni procedimenti, quali la SCIA e la DIA, ad oggi il permesso di costruire è comunque richiesto per:

  • nuove costruzioni;
  • ampliamenti;
  • Ristrutturazioni rilevanti.

Quali sono le tempistiche per il rilascio?

A seguito dell’emanazione della Legge 106/2011 (prima D. L. 70/2011), che ha introdotto il principio del silenzio assenso, le tempistiche sono determinanti.

Entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’Amministrazione comunale nomina un responsabile del procedimento , il quale deve verificare la presenza dei requisiti richiesti per la proposta di provvedimento, tramite la quale viene rilasciato il permesso. Il rilascio prevede il pagamento degli oneri concessori.

Il richiedente, dopo aver avuto il permesso, ha tempo un anno per iniziare i lavori e tre anni per concluderli.

Proroga

Esistono specifici casi nei quali è, tuttavia, possibile prorogare la data di inizio lavori, così come quella di ultimazione. La proroga deve essere richiesta prima della scadenza delle relative tempistiche previste e viene concessa qualora i lavori non hanno avuto inizio o fine per motivazioni legate ad iniziative dell’amministrazione oppure ad eventi e fatti il cui avvenimento non è legato alla volontà del titolare.

Tra i casi in cui è possibile richiedere una proroga troviamo:

  • difficoltà di natura tecnica o esecutiva emerse dopo l’inizio dei lavori;
  • ritardo nell’erogazione di finanziamenti qualora gli interventi riguardino la realizzazione di opere pubbliche.

Permesso di costruire convenzionato: cos’è e a cosa serve

il Permesso di Costruire convenzionato è stato introdotto dal Decreto Sblocca Italia e ha la funzione di snellire le procedure amministrative e consentire modalità di intervento più semplici nelle aree considerate centro storico.

Il termine convenzionato, attribuito a questa tipologia di permesso, fa riferimento al fatto che vi sarà una vera e propria convenzione nella quale il soggetto attuatore specificherà gli obblighi dei quali si fa carico, al fine di soddisfare l’interesse pubblico.

La convenzione può essere stipulata qualora gli interventi riguardino:

  • cessione di aree
  • opere di urbanizzazione
  • edilizia residenziale sociale

Permesso di costruire: nuovo modello anche nei comuni di Roma, Viterbo e provincia

Lo scorso 6 luglio, la Conferenza unificata tra Governo, regioni ed Enti Locali è intervenuta nell’ambito della modulistica utilizzata da ingegneri, architetti e geometri per le pratiche inerenti al rilascio dei titoli abitativi e alle autorizzazioni degli interventi edilizi.

Hai bisogno di richiedere informazioni? Contattaci ora. Un nostro tecnico di fornira GRATUITAMENTE tutte le informazioni necessarie per ottenere il permesso di costruire.

 

Dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un atto finalizzato al trasferimento di rapporti giuridici attivi e passivi del defunto e deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate presso l’Ufficio territorialeentro dodici mesi dall’avvenuto decesso.

Quando bisogna presentare la dichiarazione per la successione?

La Dichiarazione di successione è obbligatoria sempre tranne nei casi in cui:

  • l’attivo ereditario non comprenda beni immobili o diritti immobiliari;
  • l’attivo ereditario non superi il valore di € 100,000;
  • l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta.

successioneCon attivo ereditario si intendono non soltanto i beni immobili, o i diritti riferiti a questi, ma anche i titoli al portatore, denaro, gioielli, opere d’arte e mobilia, così come imbarcazioni, aeromobili, quote societarie, titoli, rendite e crediti.

La successione prevede diverse tipologie di dichiarazione, ciascuna delle quali rispondente a esigenze specifiche. A fianco della dichiarazione principale, nel gergo conosciuta anche come prima dichiarazione, esistono altri tipi di dichiarazione che possono essere presentate successivamente alla prima con lo scopo di modificare o integrare le quote ereditarie. Queste sono:

  • dichiarazione integrativa, che ha lo scopo di integrare eventuali beni non contemplati in fase di prima dichiarazione;
  • dichiarazione modificativa, la quale consente di modificare i dati presentati in prima dichiarazione riguardanti dati anagrafici degli eredi, quote ereditarie, dati catastali degli immobili e quelli relativi a liquidità.
  • dichiarazione sostitutiva, viene presentata per effettuare le modifiche che non possono essere rese effettive tramite dichiarazione di successione ereditaria modificativa o integrativa.

Come presentare la denuncia di successione?

dichiarazione di successioneIl nostro studio di architettura si occupa degli adempimenti necessari alla presentazione della successione. Contattaci e richiedi informazioni su costi, procedure e tempistiche per la presentazione della pratica di successione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Per poter presentare la dichiarazione di successione è necessario predisporre di alcuni documenti, al fine di eseguire la pratica in maniera efficacie. Un nostro consulente avrà premura di informarti sui documenti da allegare alla pratica di successione e ti aiuterà a reperirli.

 

Ape – Attestato di Prestazione Energetica (Certificazione Energetica)

Rilascio Attestato di prestazione Energetica Roma e Viterbo

  • Consulenza qualificata
  • Sopralluogo incluso
  • Prezzo all-inclusive

Da Aprile 2018 ogni attestato di prestazione Energetica a Roma e nel Lazio possono essere inviate tramite il nuovo “Sistema Informativo di Gestione degli Attestati di Prestazione Energetica degli edifici per la Regione Lazio” solo dai certificatori abilitati ed iscritti al nuovo albo.

certificazione energetica

Scala prestazione energetica di un immobile

L’A.P.E (attestato di prestazione energetica, prima del 2013 chiamato A.C.E) è un documento che descrive le caratteristiche energetiche di un appartamento, di una abitazione o di un intero edificio. Sostanzialmente è uno strumento di controllo che con una scala da A4 a G (10 lettere di scala) sintetizza le prestazioni energetiche degli edifici.

Quando si acquista un immobile l’Attestato di Prestazione Energetica è obbligatorio, oltre che un documento molto utile per capire ed essere informati sul consumo energetico e, quindi, chiarire il vero valore dell’edificio. È importante ricordare che: L’APE non va confuso con l’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE).

Quando va richiesto l’APE?

L’APE è obbligatorio nei casi di:

  • Compravendita: trasferimenti a titolo oneroso (es. rogito, permuta).
  • Donazione: trasferimenti a titolo gratuito.
  • Affitto di edifici o singole unità immobiliari.
  • Annunci di vendita o affitto di unità immobiliari (per determinare l’indice di prestazione energetica).
  • Edifici di nuova costruzione al termine dei lavori.
  • Ristrutturazione importante quando i lavori insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro (pareti e tetti) dell’intero edificio.
  • Edifici pubblici ed aperti al pubblico.
  • Per tutti i contratti nuovi o rinnovati per gestione degli impianti termici o di climatizzazione di edifici pubblici.

Nei casi sopra elencati, pertanto, la presentazione dell’A. P. E. permetterà al futuro acquirente o affittuario di conoscere la classe energetica (che descrive la qualità energetica e il consumo dell’edificio) e l’indice di prestazione energetica (EPgl), cioè la quantità di energia consumata dall’unità immobiliare climatizzata ogni anno per un metro quadro di superficie. L’APE deve essere inserito obbligatoriamente negli annunci immobiliari.

Chi redige l’Attestato di prestazione Energetica?

L’Ape viene redatto da un soggetto accreditato che viene chiamato certificatore energetico. Il certificatore ha tutte le competenze specifiche in materia di efficienza energetica applicata alle abitazioni della provincia di Roma e Viterbo.

Il certificatore energetico di solito è un tecnico abilitato come l’architetto, l’ingegnere oppure il geometra.

Come viene redatto l’APE?

attestato di prestazione energeticaViene prima di tutto effettuata un’analisi energetica dell’immobile con l’aiuto di specifici software in cui vengono valutate le caratteristiche geometriche dell’immobile, la produzione di acqua calda, il raffrescamento ed il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto e le caratteristiche delle murature e degli infissi.

Successivamente il certificatore energetico elabora i calcoli e rilascia la targa energetica.

Per redigere l’Attestato di prestazione energetica, il tecnico incaricato deve in primo luogo prendere in considerazione le caratteristiche strutturali dell’edificio, degli infissi e degli impianti. In seguito, si procede alla preparazione del documento e al rilascio della Targa energetica, riassuntiva di tutte le caratteristiche energetiche dell’immobile. L’Attestato di prestazione energetica deve essere conservato dal proprietario oppure dall’affittuario e tenuto insieme al libretto della caldaia.

Che cosa è la targa energetica? La targa sintetizza sostanzialmente le caratteristiche energetiche dell’abitazione o dell’edificio. Inoltre, l’ APE va conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario.

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Certificazioni energetiche Viterbo e Roma: quali sono i costi?

Il costo di un attestato di certificazione energetica (APE) a Viterbo, Roma e provincia non è soggetto a tariffazione minima come vale per altri tipi di servizio professionali. Per un appartamento in genere il costo dell’APE varia in base ai tipi di abitazione come ville, case a schiera, negozi, uffici, etc il costo è più alto. Contattaci per richiedere un preventivo gratuito e senza obbligo di impegno.