Piano Operativo Sicurezza

Cos’è un Piano Operativo di Sicurezza

Quando si parla di POS, ossia del Piano Operativo di Sicurezza, ci si riferisce ad un documento obbligatorio che si riferisce in modo esplicito al D.Lgs 81/2008 e che deve essere redatto da ogni impresa che esegue un qualsiasi lavoro all’interno di un cantiere temporaneo o mobile.
Quello che deve essere specificato da parte del datore di lavoro a proposito del cantiere in cui sta operando è l’esatta valutazione dei rischi potenziali che corrono i lavoratori e quali sono le misure di protezione e di prevenzione che sono state scelte onde eliminarli o contenerli il più possibile. Oltre queste due informazioni deve essere anche specificata com’è organizzata la sicurezza dell’azienda a proposito di macchinari, lavorazioni, attrezzi in genere ect.

Quali sono i contenuti minimi del Piano operativo sicurezza?

Entrando nello specifico e seguendo le direttive dell’allegato XV del sopra citato D.Lgs 81/2008, il Piano Operativo Sicurezza deve obbligatoriamente indicare:

  1. i dati anagrafici e fiscali dell’azienda che esegue i lavoro (anagrafica del datore di lavoro con ogni possibile riferimento; le attività previste che saranno eseguite materialmente sia dall’impresa che da eventuali sub affidatari; i nomi dei responsabile al pronto soccorso, all’antincendio ed evacuazione dei lavoratori; il nome del competente medico laddove previsto; il nome del responsabile del servizio di protezione e prevenzione; il nominativo del direttore tecnico dei lavori e del capocantiere; l’elenco e le relative qualifiche dei lavoratori che operano nel cantiere);
  2. le precise mansioni relative alla sicurezza del cantiere e l’identificazione delle figure appositamente nominate a tali scopi;
  3. l’esatta descrizione dell’attività di lavoro, le turnazioni e come viene organizzato il lavoro;
  4. l’elenco dei ponteggi e degli eventuali ponti a torre su ruote nonché tutte le altre opere temporanee di na certa rilevanza inclusi i macchinari utilizzati;
  5. la lista delle sostanze pericolose che si utilizzeranno con relative schede di sicurezza;
  6. valutazione impatto sonoro con relativo esito;
  7. la determinazione delle misure preventive e di protezione che sono state integrate oltre quelle indicate nel Piano di Sicurezza e Coordinamento;
  8. le procedure complementari richieste dal PSC laddove e quando previste;
  9.  la lista degli strumenti di protezione individuale con i quali sono dotati i lavoratori presenti in cantiere;
  10. la documentazione informativa relativa alla formazione fornita ai lavoratori in cantiere.

Il modello semplificato del Piano Operativo di Sicurezza

piano operativo sicurezza romaIntrodotto dal Decreto Interministeriale del 09.09.2014, il modello semplificato del Piano operativo Sicurezza è stato concepito con l’intento di semplificare gli adempimenti previsti dalla legge senza, per questo, venire meno alla tutela del lavoro.
E’ tuttavia facoltà del titolare dell’azienda scegliere se compilare il Piano Operativo di Sicurezza attraverso la metodologia classica oppure se avvalersi del modello semplificato .
Ovviamente il POS semplificato è stato ideato per essere di facile compilazione da parte di chi ha l’obbligo di redigerlo che si trova dinnanzi ad un modello che correttamente interpreta il D.Lgs 81/2008.

Il POS semplificato riporta uno schema relativo allo Storico delle Revisioni, l’Identificazione e la descrizione dell’opera dove sono specificate le individuazioni del committente, del responsabile dei lavori, del coordinatore per la progettazione, del coordinatore dell’esecuzione, il progettista, il direttore dei lavori e l’indirizzo del cantiere.

Un’altra sezione è dedicata alla Descrizione sintetica dei lavori che verranno eseguiti in cantiere, (allestimento, recinzione, viabilità, allestimento depositi, allestimento servizi igienico – assistenziali, impianto elettrico e di messa a terra, gru con montaggio e smontaggio ecc).

Sempre nel POS semplificato si trova uno schema relativo a tutti i dati che identificano l’impresa dove deve essere specificato se si tratta dell’impresa affidataria, dell’impresa affidataria ed esecutrice o se impresa esecutrice in sub appalto.
Nella scheda va specificata se la durata dei lavori sarà maggiore o minore ai 200 giorni, dopo di che devono essere compilati tutti i campi relativi all’anagrafica dell’azienda stessa e dei Dirigenti preposti per il cantiere ivi inclusi i nominativi di tutti gli interessati alle mansioni specifiche della sicurezza. Il ruolo del Responsabile al Servizio di prevenzioni e protezione (RSPP) deve essere svolto o dallo stesso datore di lavoro o da altra persona avente acquisito i titoli dopo aver frequentato il corso di formazione (e/o aggiornamento).

Sempre in ottemperanza alla vigente legislazione deve essere indicato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e com’è organizzato il servizio di pronto soccorso, quello antincendio e di evacuazione dei lavoratori. Conclude il modello POS l’elenco dei lavoratori incaricati alla gestione delle emergenze, quello completo di tutti con le qualifiche assegnate ad ognuno; l’esito del rapporto di Valutazione del Rumore con i livelli di esposizione; le lavorazioni che si svolgeranno in cantiere.

Relazione tecnica compravendita

Proponiamo una breve guida che spiega cos’è la relazione tecnica di compravendita: un documento fondamentale per vendere il proprio immobile.

Che cos’è la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita è conosciuta anche con il nome di nota tecnica notarile. Si tratta di un documento che deve necessariamente essere redatto da un tecnico abilitato, quale un geometra, architetto o ingegnere e deve contenere la veridicità dell’immobile oggetto di compravendita.

Quando redigere la relazione tecnica di compravendita?

La relazione tecnica compravendita va redatta ogni volta che un immobile diventa oggetto di vendita, o di donazione, quando bisogna intervenire sul bene con lavori edilizi specifici che ne modificano la struttura estetica e funzionale e per legge è richiesta una dichiarazione tecnica, oppure quando a chiederlo è la banca per la concessione di un mutuo.

Verifiche necessarie per la redazione tecnica di compravendita

Relazione tecnica compravenditaPrima di dare forma alla relazione tecnica di compravendita è opportuno verificare la conformità urbanistica dell’immobile, accertare lo stato in cui si trova, come è stato realizzato e a quali modifiche è andato incontro. E’ necessario che il venditore fornisca i titoli abitativi quali: la licenzia edilizia per gli immobili edificati prima del 1977, la concessione edilizia per i fabbricati eretti tra il 1977 e il 2003, il permesso di fabbricare per abitazioni edificate dopo il 2003. Occorre documentare se il fabbricato è provvisto di concessione in sanatoria e che sia stato richiesto il condono. Se nel corso degli anni l’immobile ha subito delle modifiche minori, occorre presentare le differenti autorizzazioni quali DIA, CILA e SCIA. Per verificare la regolarità catastale è sufficiente confrontare lo stato di fatto dell’immobile con i dati catastali contenuti nella visura catastale. In fase di compravendita un altro documento importante da presentare è labitabilità o l’agibilità dell’immobile. In alcuni casi la sua assenza può compromettere la vendita del bene. Il tecnico deve anche redigere l’APE che certifica lo stato dell’impianto elettrico e che sia conforme alla vigente normativa.

Casi specifici

Per gli immobili la cui data di costruzione è antecedente al 1967, il titolo di abitabilità può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In questo caso quanto espresso viene trasferito sul rogito e la responsabilità del contenuto è del proprietario dell’immobile. Ad introdurre questa semplificazione è la Legge 47/85, inserita appositamente per consentire la vendita di immobili edificati prima del 01/09/1967, ma senza dimostrare la conformità urbanistica. Sul documento è necessario dichiarare la data di fabbricazione dell’immobile avvenuta anteriormente a tale data e che negli anni successivi non sono state realizzate opere di ristrutturazione che avrebbero potuto apportare delle variazioni di conformità dell’abitazione.

Come è costituito lo schema?

La relazione tecnica di compravendita è uno schema costituito da più paragrafi. A Roma e a Viterbo tecnici specializzati sono a disposizione per fare perizie professionali sulle condizioni dell’immobile. Il loro compito è controllare l’edificio che sia strutturalmente sano e evidenziarne tutti i difetti. Il costo della relazione tecnica di compravendita è addebitata al venditore. Vediamo come è costituito lo schema e cosa deve contenere.

Lo schema deve indicare i dati della parte venditrice e della parte acquirente ossia: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale. Il bene viene individuato apponendo l’indirizzo e i dati catastali quali: il foglio, la particella, il subalterno, la zona censuaria, la categoria, la classe, i vani, la rendita catastale. Occorre anche inserire una descrizione dell’immobile oggetto di vendita, è necessario indicare di cosa si tratta (appartamento, villa, rustico ecc.), com’è composto e con quali altre proprietà confina, se il fabbricato è annesso ad altri locali tipo il box e/o la cantina, anche per quest’ultimi occorre introdurre i dati catastali. Il documento deve inoltre contenere la storia urbanistica del fabbricato (anno di costruzione, concessione edilizia e condono), gli atti abilitativi, la conformità urbanistica e la conformità catastale, gli estremi del protocollo dell’APE, l’elenco dei certificati degli impianti presenti senza includere la conformità degli impianti che nella compravendita non è obbligatoria presentare. Quando l’immobile viene venduto, è indispensabile comunicare al catasto il cambiamento di proprietà.

Certificazione energetica Roma

Chi rilascia la certificazione energetica Roma

Certificazione energetica RomaLa certificazione energetica a Roma è un attestato ufficiale, pertanto deve essere rilasciato solo da professionisti seri e affidabili. La nostra società specializzata nel settore edile e nelle ristrutturazioni di immobili su Roma, lavora da anni nel settore e saprà offriti un servizio serio e professionale a 360 gradi. La persona che eseguirà la perizia è un certificatore energetico abilitato per legge e accreditato presso la regione Lazio. La responsabilità civile e penale della certificazione spetta al soggetto che certifica. Si tratta quindi di una dichiarazione vincolante che non viene sottovalutata.

Certificazione energetica Roma: di che parliamo?

Hai intenzione di vendere, acquistare, prendere un appartamento in affitto o hai bisogno di ristrutturare la tua casa a Roma? Tra i vari documenti da reperire avrai certamente sentito nominare più volte la certificazione energetica, meglio conosciuta dai tecnici come A.P.E., attestato di prestazione energetica. L’APE è un documento obbligatorio per legge, che consente di quantificare i costi del tuo immobile in termini di energia.

Come viene rilasciata l’APE

I nostri tecnici effettueranno un sopralluogo obbligatorio dell’immobile e faranno un’analisi dettagliata e accurata dei consumi energetici. In particolare, andremo a valutare le caratteristiche degli infissi, la muratura, l’impiantistica elettrica e per il riscaldamento, come avviene la produzione di acqua calda, la certificazione della caldaia e se sono presenti dispositivi e apparecchi per l’uso delle energie rinnovabili, ad esempio se sono installati pannelli fotovoltaici. I dati verranno poi inseriti in un software che determinerà la classe energetica dell’immobile. In casi specifici troverai da noi un servizio di consulenza energetica per la città di Roma che ti seguirà passo dopo passo per aumentare il valore energetico del tuo immobile e valorizzarlo sul mercato immobiliare. La certificazione energetica dura per legge 10 anni.

I nostri esperti certificatori rilasceranno l’APE su Roma in poche ore dal momento del sopralluogo presso la tua abitazione. Potrai ricevere il documento in formato cartaceo o per e-mail direttamente sul tuo pc.

Quali sono i costi della Certificazione Energetica a Roma

Il costo della certificazione energetica non è fisso ma varia a seconda delle caratteristiche dell’abitazione e dalle dimensioni.

Puoi chiamare la nostra società per un preventivo e affidarti al servizio di consulenza energetica della nostra società su Roma. L’APE è un documento necessario per immobili di uso abitativo, appartamenti, ville o esercizi commerciali.

Home staging Roma e Viterbo

In Italia si sta diffondendo sempre di più l’home staging. Ecco cos’è ma soprattutto qual è la sua utilità.

Quando rivolgersi a uno studio di home staging a Roma e Viterbo

L’home stanging è nato negli Stati Uniti più di quaranta anni fa, ma in Italia ha cominciato a diffondersi soltanto cinque-sei anni fa. Comprare una casa non è un’impresa facile. Il mercato offre molte opportunità di acquisto e scegliere l’abitazione in grado di soddisfare le proprie esigenze diventa complicato. Le agenzie immobiliari per reclutare la clientela si affidano alla rete e l’estetica dell’annuncio è fondamentale.

Quando rivolgersi a uno studio di home staging a Roma e Viterbo?

home staging fotoSe si ha intenzione di vendere una casa e si desidera farlo nel minor tempo possibile, vale la pena rivolgersi a dei professionisti di home staging. L’elemento fondamentale che influisce maggiormente sull’acquisto di una abitazione è il fattore emozionale.

Bastano solo 90 secondi per innamorarsi della futura casa

E’ stato statisticamente dimostrato che bastano solamente novanta secondi per innamorarsi della futura casa. L’home stanging è indispensabile per valorizzare l’immobile, difatti abbracciare la filosofia dell’home stanging significa letteralmente “mettere in scena la casa”. La maggior parte degli annunci immobiliari che si leggono in rete non sono curati e le abitazioni vengono mostrate in maniera disordinata, con le inquadrature sbagliate e la luce inadeguata. Lo scopo dell’home staging è di far emergere un annuncio di vendita su tutti gli altri presentando una fotografia che attiri l’attenzione e che si distingua. L’obbiettivo è quello di mostrare le potenzialità dell’immobile. In un momento in cui il mercato immobiliare è stagnante, affiggere un semplice cartello di vendita non è sufficiente per vendere la propria abitazione. I proprietari di case sono costretti a prendere altri provvedimenti e l’home stanging è diventato un modo per aumentare il valore dell’immobile e ridurre i tempi di vendita.

Tempo medio di vendita ridotto da 282 a 64 giorni con l’home staging

A volte basta pulire l’appartamento e rimuovere tutti gli oggetti personali quali cornici, fotografie, souvenir di viaggi, collezioni, altre volte invece è necessario investire del denaro per tinteggiare la casa, aggiungere mobili, decorare gli spazi con piante, solamente per dare ai potenziali acquirenti l’immagine di cosa sarà la loro nuova casa. Tuttavia la “messa in scena” secondo il parere dei professionisti del settore, non è la decorazione, ma la “spersonalizzazione” della casa.

Cosa fa uno studio di home stanging a Roma e Viterbo

Sono tre gli elementi che influiscono sulla scelta di un’abitazione:

  • la posizione;
  • il prezzo;
  • l’aspetto.

Dal momento che il proprietario dell’immobile non può cambiare l’ubicazione della propria casa e vorrebbe mantenere fermo il prezzo di vendita, l’unica condizione variabile è migliorarne l’aspetto. La maggior parte dei proprietari prima di mostrare la loro casa la riordinano, ma a volte non basta e si rende necessario un intervento per rendere più attraente e al contempo accattivante l’appartamento.

home stanging prima dopo

Home Staging: prima e dopo

Uno studio di home stanging a Roma e Viterbo ha il compito di valorizzare l’immobile mettendo in scena una casa con ambienti neutri. Prima di contattare l’home stager bisogna essere pronti a vedere la propria casa cambiare fisionomia. Dal momento che il professionista interverrà sull’immobile per avvalorarlo, il proprietario avrà non più la sua casa, ma un prodotto da vendere.

L’home stanger non è un agente immobiliare, un designer o un architetto è una figura complessa che supporta le figure sopra citate. L’obiettivo è far innamorare l’acquirente della casa a prima vista. Un ingresso accogliente per esempio distoglierà l’attenzione dalle sue piccole dimensioni, un bagno grande e ben accessoriato faranno sembrare meno importante il secondo bagno piccolo e cieco, e così via. Il 90% degli acquirenti inizia la ricerca della propria casa online. Una casa sfitta e priva di arredo non è attraente in foto, ma con “la messa in scena” le persone ottengono una visione realistica di ciò che la casa può offrire.

La professionalità di uno stanger è enfatizzare il carattere di un ambiente, in maniera che il meglio che la casa ha da offrire venga messo in mostra. Nulla deve essere lasciato al caso, ma ogni piccolo particolare va studiato attentamente, perché il potenziale acquirente è molto attento e guarda con occhio critico ogni dettaglio dell’abitazione.

home staging

Intervento di Home staging: Prima e dopo

Il lavoro di uno stanger comporta una fusione di psicologia e creatività, arte e design. L’obiettivo finale è di donare alla casa un aspetto magnifico, sviluppare al meglio gli spazi e persuadere l’acquirente facendogli immaginare come sarebbe la sua vita se possedesse una casa così bella. Il risultato è una vendita più veloce ad un prezzo più alto.

Richiedi una prima consulenza gratuita da parte di un home stanger. Contatta Studio-architetto.com inviando una richiesta gratuita e senza obbligo di impegno attraverso il modulo che trovi in questa pagina, oppure chiama il numero 327 12 53 992.

Realizzazione pavimento in cemento stampato

Cos’è il cemento stampato

pavimento in cemento stampato vialetto

Il pavimento in cemento stampato è la soluzione più semplice per progettare passi carrabili e vialetti pedonali. Quando si parla di pavimentazione esterna subito vengono in mente i cortili sul retro delle case, con immense superfici cementate sterili e vuote, senza colore se non un grigio minimalista e triste.

Realizzare una pavimentazione in cemento in alcune aree del giardino offre l’opportunità di creare sorprendenti contrasti di tinte e grane, esaltati dalla luce solare, dalle ombre profonde e da fiori e alberi. A volte sono sufficienti pochi materiali ben scelti che si accordano all’estetica della casa per costruire ambienti attraenti.

Il pavimento in cemento stampato è una valida alternativa a pavimentazioni in gres porcellanato o in pietra, innanzitutto perché è decisamente più economico rispetto ai pavimenti esterni in pietra. Il materiale è costituito da una miscela di acqua e cemento in polvere denominata comunemente calcestruzzo.

Perché scegliere una pavimento in cemento per esterni?

pavimento cemento stampato

Pavimento in cemento stampato effetto pietra

L’idea di progettare una pavimentazione in calcestruzzo può sembrare bizzarra, ma se si vuole che il pavimento duri a lungo si devono prendere in considerazione alcuni fattori. Primo fra tutti lo spessore del calcestruzzo necessario per sopportare il peso del traffico pedonale e/o carrabile e stabilire l’inclinazione necessaria per far defluire l’acqua piovana dalla superficie.

In passato i rivestimenti in cemento stampato venivano utilizzati per rendere accessibili aree industriali, magazzini, cantine, ma negli ultimi anni hanno trovato impiego anche nella realizzazione di aree commerciali e domestiche. Grazie alle nuove tecnologie, è possibile riprodurre sul cemento l’aspetto dei materiali naturali, quali pietra e legno, ottenendo la stessa resa estetica.

Come fare un pavimento in cemento?

Il calcestruzzo stampato segue lo stesso procedimento di messa in posa del tradizionale calcestruzzo con la variante che verso la fine viene steso sul pavimento un prodotto distaccante che facilita la rimozione degli stampi. Per ottenere un perfetto lavoro, la miscela di calcestruzzo non deve contenere troppa acqua, perché così aderirebbe facilmente al timbro e si otterrebbero finiture scadenti, ma non deve essere nemmeno troppo secca altrimenti la pavimentazione si romperebbe prematuramente. Si procede imprimendo sulla superficie la forma desiderata e prima che questa si asciughi viene aggiunta la colorazione. Una volta ultimato il lavoro si lascia riposare per un giorno intero e poi si prosegue con il lavaggio e la lucidatura della pavimentazione ottenuta.

Naturalmente è un lavoro che va eseguito fino alla fine senza alcuna interruzione. L’ampia gamma di disegni e colori consente di rifinire la superficie e di ottenere un pavimento in cemento stampato più piacevole da guardare.

Quali sono i vantaggi di un pavimento in cemento stampato

pavimento cemento stampato legno

Pavimentazione in cemento stampato effetto legno

ll pavimento in cemento stampato fornisce un risultato ottimale dal punto di vista estetico e, proprio per questo motivo, negli ultimi anni questa tipologia di pavimentazione ha trovato largo uso anche nell’edilizia residenziale e commerciale.

Come abbiamo visto, il pavimento in cemento stampato consente di realizzare superfici decorative senza posare mattoni e pietre. Gli stampi stessi creano delle forme nel cemento, realizzando disegni di varia natura e capaci di riprodurre le caratteristiche estetiche dei più svariati materiali: dal legno alla pietra. Proprio per la sua versatilità, sono molti gli architetti e gli interior design che negli ultimi anni hanno scelto il pavimento in cemento per interni, e non soltanto per gli esterni.

Un altro vantaggio riguarda il costo di realizzazione; realizzare un pavimento in cemento costa molto meno che mettere in posa una normale pavimentazione garantendo comunque un design di successo ed esteticamente gradevole. Con gli strumenti adatti e mani esperte la superficie stampata sembrerà costruita in blocchi originali.

Uno dei vantaggi del calcestruzzo stampato è sicuramente la facilità d’installazione, l’importante è fare bene la miscelazione per garantire un perfetto stampaggio. A patto che la pavimentazione sia stata bene realizzata, è in grado di durare a lungo termine senza necessità di manutenzione. Il pavimento in cemento stampato non teme le intemperie, è facile da tenere in ordine e non viene attaccato da muffe, agenti chimici e erbacce.

Offre una grande varietà di texture e finiture, con un visivo impatto scenico soprattutto quando imita pietre, legno e mattoni. La posa di questo pavimento da esterno non necessita di sottofondi o preparazioni particolari. Il calcestruzzo stampato è versatile, è possibile dare al pavimento la forma e l’aspetto che si desidera scegliendo il colore, lo stile e il disegno. È praticamente esente da manutenzione e può essere installato in una vasta gamma di modelli e colori per soddisfare ogni esigenza individuale.

Pavimento in cemento stampato prezzi

Se vogliamo fare una stima, possiamo dire che in media il costo per la realizzazione di un pavimento in cemento stampato è a partire da 30€ al mq. Il prezzo però può variare a seconda del tipo di lavorazione scelta. Se si è alla ricerca di una pavimentazione per esterni attuale, nuova, pratica, con prezzi contenuti e facile da personalizzare, il cemento stampato potrebbe essere il giusto rimedio.

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Denuncia di successione 2018

Denuncia di successione 2018

Il nuovo modello per la denuncia di successione, regolarmente approvato con specifico provvedimento dall’Agenzia delle Entrate, permette di effettuare la dichiarazione di successione telematica da parte degli eredi, dei legatari o, in alternativa, tramite intermediario designato. Inoltre, gli obbligati alla trasmissione della dichiarazione attraverso la successione telematica possono assolvere agli obblighi tributari inerenti la successione (calcolo di tasse, imposte ipotecarie, imposte catastali, tributi speciali, autoliquidazione, ecc) con l’addebito su conto corrente proprio o di un intermediario e, successivamente, richiedere la voltura catastale degli immobili ereditati quando necessario.

La successione ereditaria

La successione ereditaria è il passaggio del patrimonio, attivo e passivo, da un soggetto ad un altro in caso di morte. Entro 24 ore dal decesso gli eredi devono darne obbligatoriamente comunicazione all’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza, mentre la denuncia di successione va presentata entro un anno agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio.

La denuncia di successione

La dichiarazione di successione presentata da un singolo erede è valida anche per gli altri eredi ed eventuali legatari. Per presentare la denuncia di successione dal 23 gennaio 2017 è stato introdotta la nuova modalità per compilare il modello online attraverso i servizi telematici presenti sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che ha affiancato comunque la possibilità di usare il tradizionale modello cartaceo. Per i contribuenti la successione telematica è diventata obbligatoria dal 2018.

Successioni OnLine Agenzia delle Entrate

denuncia di successione ereditariaIl nuovo software gratuito (chiamato software Successioni OnLine Agenzia delle Entrate) per l’inoltro telematico della dichiarazione di successione deve essere scaricato (dal 23 gennaio 2017) in modalità stand alone e prevede la richiesta di credenziali di accesso ai sistemi telematici direttamente all’Agenzia delle Entrate. Questo software permette di compilare i file necessari, allegare i documenti obbligatori, salvando via via i dati inseriti e le successive modifiche. Una volta controllata l’esattezza dei dati inseriti è possibile trasmettere il modello completo. Questa modalità prevede la compilazione di alcuni quadri al posto della più complessa dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la possibilità di calcolo delle imposte di successione, la predisposizione dell’addebito di quanto dovuto su conto corrente e, infine, l’inoltro della richiesta di voltura catasatle. Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili le istruzioni dettagliate per la compilazione del modulo tramite web. Il modello di successione cartaceo può essere usato, in via straordinaria, e spedito tramite raccomandata dagli eredi residenti all’estero impossibilitati ad usare il software online.

La compilazione online

Il formato online prevede due fascicoli da redigere: il primo che prevede l’informativa sulla privacy, i dati della persona defunta (nome, cognome, codice fiscale, dati anagrafici), dati di chi inoltra la richiesta. Nello stesso frontespizio è prevista la parte relativa ad immobili, terreni, fabbricati ed ai relativi documenti da allegare o alle dichiarazioni sostitutive obbligatorie per legge. Il secondo fascicolo deve essere compilato solo in caso di specifiche condizioni, come la presenza di donazioni, imbarcazioni, ecc. Gli allegati devono essere scansionati e salvati in pdf o tiff. Questo nuovo iter prevede anche il calcolo e il pagamento delle relative tasse ed imposte ed un successivo inoltro che sostituisce integralmente la precedente dichiarazione nei casi di errore, modifica o integrazione. E’ obbligatorio conservare l’originale della domanda di successione, le richieste di volture catastali, gli allegati, la ricevuta di registrazione ed eventuali evidenze di pagamento in conto corrente di imposte.
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Attestato di prestazione energetica APE

Attestato di prestazione energetica: perché serve?

L’attestato di prestazione energetica serve ad attestare i consumi di energia di un edificio, classificandoli in una scala di efficienza che va dalla lettera A (massima efficienza) alla lettera G.

L’APE è stato introdotto dalla legge 90/2013, sostituendo così il vecchio ACE, e descrive ogni informazione sulle caratteristiche energetiche dell’immobile, quali tipologia di impianti e degli infissi, riscaldamento e raffrescamento dei locali, produzione di acqua calda ed eventuali sistemi di energia alternativa.

Mancata attestazione APE: quali sono le sanzioni

Quali sono i rischi per la mancata presentazione dell’APE allegato al contratto?

La normativa del 2013, relativa al rendimento energetico degli immobili e all’attuazione delle relative direttive UE, rende obbligatoria la redazione e la presentanzione dell’Attestato di Prestazione Energetica in caso di affitto o compravendita. Nel caso in cui l’Attestazione non sia allegata al contratto, quest’ultimo non è valido. Inoltre, sono previste pesanti sanzioni amministrative in caso di non indicazione o allegazione.

Qualsiasi annuncio immobiliare, dunque, deve riportare l’indicazione della classe energetica dell’immobile, pena una sanzione amministrativa compresa tra € 500 e € 3000. Nel caso di locazione o compravendita, la sanzione prevista per mancata presentazione dell’APE varia da € 3000 a € 18000.

In questi casi, quindi, la presentazione dell’APE consentirà al proprietario o affittuario di conoscere la classe energetica, che sintetizza la qualità energetica e il consumo dell’edificio situato nel Comune, e l’indice di prestazione energetica (EPgl), cioè l’energia consumata dall’unità immobiliare climatizzata ogni anno per un metro quadro di superficie. L’EPgl deve essere inserito obbligatoriamente negli annunci immobiliari.

Come viene redatto l’APE?

Per redigere l’Attestato di prestazione energetica, il tecnico incaricato deve in primo luogo considerare le caratteristiche strutturali dell’edificio, di infissi e serramenrti e degli impianti. In seguito, si procede alla redazione del documento e al rilascio della Targa energetica, riassuntiva di tutte le caratteristiche energetiche dell’edificio. L’APE deve essere conservato dal proprietario oppure dall’affittuario e tenuto insieme al libretto della caldaia.

Quanto costa far redigere l’Attestato di Prestazione Energetica?

I costi per la redazione di un APE variano a seconda della località in cui è situata l’edificio e delle caratteristiche di questo. Richiedi gratuitamente e senza alcun obbligo di impegno un preventivo per conoscere i costi. Un architetto del nostro studio ti ricontatterà in giornata per fornirtu ogni informazione su tempistiche e costi della redazione dell’Attestato di Prestazione energetica.

Attestato di prestazione energetica Acquapendente

Attestato di prestazione energetica Acquapendente: perché redigerlo?

L’attestato di prestazione energetica è il documento che attesta attestare i consumi di energia di un immobile, collocandoli in una scala di efficienza che va dalla lettera A (massima efficienza) alla lettera G.

L’Attestato di Prestazione energetica (APE) è una nuova tipologia di certificazione introdotta dalla legge 90/2013, sostituendo così il vecchio ACE, e contiene tutte le informazioni sulle prestazioni energetiche dell’immobile, quali tipo di impianti e degli infissi, riscaldamento e raffrescamento dell’ambiente, produzione di acqua calda ed eventuali sistemi di energia alternativa.

Mancata attestazione APE: quali sono le sanzioni

Quali sono i rischi per la mancata presentazione dell’attestato allegato al contratto?

La normativa del 2013, inerente al rendimento energetico degli edifici e all’attuazione delle direttive UE, rende obbligatoria redarre e presentare l’Attestato di Prestazione Energetica ad Acquapendente in caso di locazione oppure compravendita. Nel caso in cui l’Attestazione non venga allegata al contratto, quest’ultimo non è valido. In aggiunta, sono previste pesanti sanzioni pucuniarie in caso di mancata indicazione o allegazione.

Ogni annuncio immobiliare, dunque, deve contenere l’indicazione della classe energetica dell’immobile, pena una sanzione amministrativa compresa tra € 500 e € 3000. Nel caso di locazione o compravendita ad Acquapendente, la pena prevista per mancata presentazione dell’APE varia da € 3000 a € 18000.

In questi casi, dunque, la presentazione dell’Attestato di Prestazione Energetica consentirà al proprietario o affittuario di conoscere i dati relativi alla classe energetica, la quale descrive la qualità energetica e il consumo dell’edificio situato nel comune di Acquapendente, e l’indice di prestazione energetica (IPE), ossia la quantità di energia consumata dall’immobile climatizzato ogni anno per un metro quadro di superficie. L’indice deve essere obbligatoriamente inserito negli annunci immobiliari.

Come si redige l’Attestato di Prestazione Energetica?

Per redigere l’Attestato di prestazione energetica, il tecnico incaricato deve in primo luogo considerare le caratteristiche della struttura, degli infissi e degli impianti. In seguito, si procede alla redazione del documento e al rilascio della Targa energetica, riassuntiva di tutte le caratteristiche energetiche dell’immobile. L’APE va conservato dal proprietario oppure dall’affittuario e tenuto insieme al libretto della caldaia.

Quanto costa far redigere l’Attestato di Prestazione Energetica?

Il costo per la redazione di un Attestato di Prestazione Energetica ad Acquapendente variano a seconda della località in cui si trova l’edificio e delle caratteristiche di questo. Richiedi in modo gratuito e senza alcun obbligo di impegno un preventivo per visualizzare i costi. Un architetto del nostro studio ti ricontatterà in giornata per fornirtu ogni informazione su tempistiche e costi della redazione di un APE ad Acquapendente.

Tabelle millesimali

Per capire al meglio che cosa sono le tabelle millesimali riprendiamo la definizione specifica dalla giurisprudenza:

Secondo la Corte di Cassazione (si veda su tutte sent. n. 18477 resa nell’agosto del 2010 dalle Sezioni Unite) le tabelle millesimali hanno l’unico scopo di:

  • Consentire la ripartizione delle spese.
  • Consentire la formazione delle maggioranze assembleari.

Le tabella millesimale è il documento che riassume i millesimi di proprietà di ogni un unità immobiliare, da allegare al regolamento di condominio. È possibile tuttavia che il condominio approvi più di una tabella (basti pensare ad esempio all’utilizzo di un ascensore soltanto da alcuni specifici piani dell’edificio). Per questo accanto alle tabelle millesimali di proprietà e di spesa generale possono coesistere tabelle millesimale speciali.

Calcolo delle tabelle millesimali Viterbo e Roma

Come si calcolano le tabelle millesimali?

appartamento tabelle millesimaliLa prima premessa è che non esiste al momento una vera e propria norma cogente che impone al redattore abilitato il rispetto di specifici parametri. Trattandosi, ovviamente, di un’operazione tecnica, la modalità di calcolo determina i criteri stessi, ma non vi è niente di decisamente vincolante.

Sostanzialmente: un errore nel calcolo delle tabelle millesimali non comporta sempre una conseguenza o una sanzione come accade spesso per le attività rumorose.

Dati tecnici:

  • Di natura oggettiva – concerne all’attività immobiliare ed è rappresentato dalla superficie o il volume.
  • Di natura soggettiva – rappresentano i costi ( detti anche coefficienti di valutazione tecnica), quantificati
    dalla scelta del redigente.

Coefficienti: di destinazione, di piano, di orientamento, di prospetto, di luminosità, di funzionalità globale all’alloggio.

Dunque, una valutazione dell’errore non riguarda la discrezionalità del redigente nell’applicare un coefficiente in più nella corretta applicazione dei medesimi.

Chi redige le tabelle millesimali?

L’attività di redazione delle tabelle millesimali a Viterbo e provincia non è un’attività riservata ad una specifica categoria. Per quanto riguarda le tabelle millesimali, certamente ci si dovrà rivolgere ad un tecnico che sia in grado di calcolare le quote spettanti a ciascun immobili al fine di ripartire in maniera equa le spese di gestione e manutenzione del condominio.

Permesso di costruire: redazione e presentazione domanda

permesso di costruire

Il permesso di costruire è un titolo autorizzativo, rilasciato dal Comune, per la realizzazione degli interventi edilizi. In passato, l’autorizzazione aveva una denominazione diversa: inizialmente il titolo aveva il nome di Licenza Edilizia, sostituito poi con quello di Concessione Edilizia a seguito dell’emanazione della cosiddetta Legge Bucalossi, ossia la Legge 10/1977.

 Come si ottiene il permesso di costruire?

Per ottenere il permesso, occorre presentare richiesta allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune.

A questa, deve essere obbligatoriamente allegato il progetto e gli elaborati grafici relativi all’intervento da realizzare.

Inoltre, l’architetto, o il professionista incaricato, deve attestare la conformità dell’intervento alla normativa vigente in materia.

Sebbene negli anni la politica di semplificazione burocratica abbia introdotto alcuni procedimenti, quali la SCIA e la DIA, ad oggi il permesso di costruire è comunque richiesto per:

  • nuove costruzioni;
  • ampliamenti;
  • Ristrutturazioni rilevanti.

Quali sono le tempistiche per il rilascio?

A seguito dell’emanazione della Legge 106/2011 (prima D. L. 70/2011), che ha introdotto il principio del silenzio assenso, le tempistiche sono determinanti.

Entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’Amministrazione comunale nomina un responsabile del procedimento , il quale deve verificare la presenza dei requisiti richiesti per la proposta di provvedimento, tramite la quale viene rilasciato il permesso. Il rilascio prevede il pagamento degli oneri concessori.

Il richiedente, dopo aver avuto il permesso, ha tempo un anno per iniziare i lavori e tre anni per concluderli.

Proroga

Esistono specifici casi nei quali è, tuttavia, possibile prorogare la data di inizio lavori, così come quella di ultimazione. La proroga deve essere richiesta prima della scadenza delle relative tempistiche previste e viene concessa qualora i lavori non hanno avuto inizio o fine per motivazioni legate ad iniziative dell’amministrazione oppure ad eventi e fatti il cui avvenimento non è legato alla volontà del titolare.

Tra i casi in cui è possibile richiedere una proroga troviamo:

  • difficoltà di natura tecnica o esecutiva emerse dopo l’inizio dei lavori;
  • ritardo nell’erogazione di finanziamenti qualora gli interventi riguardino la realizzazione di opere pubbliche.

Permesso di costruire convenzionato: cos’è e a cosa serve

il Permesso di Costruire convenzionato è stato introdotto dal Decreto Sblocca Italia e ha la funzione di snellire le procedure amministrative e consentire modalità di intervento più semplici nelle aree considerate centro storico.

Il termine convenzionato, attribuito a questa tipologia di permesso, fa riferimento al fatto che vi sarà una vera e propria convenzione nella quale il soggetto attuatore specificherà gli obblighi dei quali si fa carico, al fine di soddisfare l’interesse pubblico.

La convenzione può essere stipulata qualora gli interventi riguardino:

  • cessione di aree
  • opere di urbanizzazione
  • edilizia residenziale sociale

Permesso di costruire: nuovo modello anche nei comuni di Roma, Viterbo e provincia

Lo scorso 6 luglio, la Conferenza unificata tra Governo, regioni ed Enti Locali è intervenuta nell’ambito della modulistica utilizzata da ingegneri, architetti e geometri per le pratiche inerenti al rilascio dei titoli abitativi e alle autorizzazioni degli interventi edilizi.

Hai bisogno di richiedere informazioni? Contattaci ora. Un nostro tecnico di fornira GRATUITAMENTE tutte le informazioni necessarie per ottenere il permesso di costruire.