Rapporto aeroilluminante

Rapporto aeroilluminante: di cosa si tratta?

Quando si acquista o si ristruttura una casa bisogna tenere sempre conto del rapporto aeroilluminante. Di cosa si tratta? In pratica, esso è il rapporto tra la metratura quadrata della stanza in esame e la superficie occupata da una finestra in quella stessa stanza.

Chiaramente, più grande è la stanza più il rapporto aeroilluminante è elevato. Siccome le finestre molto grandi sono scomode per la pulizia e per la gestione, in presenza di rapporti aeroilluminanti elevati si può anche decidere di aprire due finestre. Ovviamente l’apertura di una finestra, ove il vano non era già presente, è un’operazione che va fatta con la massima cautela, cercando di imporre al muro portante il minor numero di sollecitazioni che potrebbero indebolirlo.

Il rapporto aeroilluminante va calcolato sui punti luce indipendentemente dalla loro posizione: rientrano quindi nel computo anche i lucernari a soffitto.

Come si calcola il rapporto aeroilluminante

rapporto aeroilluminante fotoOra che si è compreso meglio in cosa consiste, è bene capire come calcolare il rapporto aeroilluminante. Va intanto fatta una distinzione: nei parametri R.A.I. (sigla che sta proprio per rapporto aeroilluminante) si distinguono le superfici di aerazione da quelle di illuminazione. Non tutte le finestre, infatti, si aprono. Le finestre fisse sono semplici punti di illuminazione, e rientrano in questo novero anche i lucernari fissi sul soffitto. Le finestre apribili, invece, sono contemporaneamente punti di illuminazione e di aerazione, quindi concorrono al calcolo del valore in entrambi i parametri.

Il calcolo di questi parametri è molto semplice: basta prendere il valore della metratura quadrata calpestabile della stanza e l’altezza, mettendole in rapporto. Inoltre, una volta calcolata la superficie quadrata della finestra, bisogna verificare che il numero risultato non sia inferiore all’ottava parte della metratura della stanza. Insomma, per un rapporto aeroilluminante corretto la finestra deve essere da 1/8 della metratura dell’ambiente in su.

Questi calcoli influenzano molti aspetti della stanza: non solo la penetrazione della luce, ma anche la salubrità degli ambienti. Infatti se le finestre sono apribili, esse garantiscono il ricambio dell’aria e quindi la diminuzione dell’umidità e l’abbattimento del rischio di patologie respiratorie per gli occupanti.

Normativa sui rapporti aeroilluminanti

I rapporti aerolluminanti sottostanno a rigide regole ministeriali e sono soggetti a stretti controlli. Il rapporto di 1/8 della superficie calpestabile della stanza è stato stabilito nel 1975 con il decreto ministeriale su questo argomento.

Ci sono, però, delle libertà che ogni comune si può prendere. I piani regolatori ed edilizi comunali, infatti, possono dar vita a nuove regole valide solo per quel territorio. Ad esempio, le zone montane hanno una salubrità dell’aria diversa da quelle paludose o delle aree urbane densamente popolate. Anche le temperature possono essere diverse e influenzare i rapporti aeroilluminanti. Ecco perché i comuni hanno qualche spazio di manovra.

Inoltre, ci sono delle deroghe per alcuni tipi di ambienti. Ci sono, infatti, numerose abitazioni che hanno il bagno o il ripostiglio cieco. In caso di ambiente cieco, basta che il ricambio d’aria sia garantito da dispositivi appositi, come ad esempio le ventole.
Altre deroghe ci sono per gli ambienti mansardati e per le cantine: in questi casi è richiesta un’apertura di 1/10 della superficie. Se i lucernari sono posti proprio in alto e consentono l’entrata della luce allo zenit, infine, si parla di 1/12.

Vantaggi di un buon rapporto aeroilluminante

rapporto aeroilluminante camera da lettoQuando il rapporto aeroilluminante è molto buono, quindi tendenzialmente la stanza ha un’aria salubre, si ricavano numerosi vantaggi.

Innanzitutto, una stanza con buoni parametri R.A.I. scongiura la formazione di muffe e quindi non è umida: i muri non si rovinano e difficilmente bisogna rifare l’intonaco. Per di più, non ci saranno problemi ossei o respiratori per gli occupanti.
In secondo luogo, con un buon rapporto aeroilluminante si ha molta luce in camera. Questo permette un’illuminazione naturale dell’ambiente, dove non si sente l’esigenza di accendere luci artificiali, risparmiando quindi in bolletta e contribuendo ad alleggerire il carico di inquinamento.

Ancora in questa direzione si situa il vantaggio di poter areare la stanza naturalmente. Se in estate fa molto caldo, quindi, si possono aprire le finestre senza ricorrere all’aerazione artificiale del ventilatore.