Certificato di abitabilità

Quando si parla del certificato di abitabilità ci si riferisce ad un documento che attesta la presenza di alcune caratteristiche che un edificio deve possedere per legge. Al riguardo, vediamo di capire meglio cos’è il certificato di abitabilità, quando e da chi va richiesto.

Cos’è il certificato di abitabilità

certificato di abitabilitàIl certificato di abitabilità è un documento in cui si attesta che l’immobile presenta tutte quelle condizioni di salubrità, igiene, sicurezza e risparmio energetico, nonché la corretta installazione di tutti gli impianti (acqua, gas, elettrico) così come previsto dalle leggi vigenti, oltre che la corrispondenza dell’edificio a quanto previsto nel progetto.

Quando si parla di certificato di abitabilità ci si riferisce dunque ad un documento che attesta che l’edificio è idoneo ad essere abitato. Iniziamo con il precisare che attualmente il certificato di abitabilità e certificato di agibilità sono esattamente la stessa cosa ma, non sempre è stato così. Fino al 2001, anno in cui è entrato in vigore il Testo Unico sull’Edilizia, che ha parificato le due terminologie, il certificato di abitabilità era riferito solo agli immobili residenziali, mentre quello di agibilità faceva riferimento a tutte le altre tipologie di immobili. In particolare, quando si parlava di agibilità edilizia, ci si riferiva a tutto ciò che riguardava la stabilità e la sicurezza degli immobili, mentre l’abitabilità era riferita alla destinazione d’usa dell’edificio. Con le modifiche introdotte da suddetto testo unico, la terminologia certificato di abitabilità è caduta in disuso e si parla unicamente di certificato di agibilità.

Quando va richiesto il certificato di abitabilità (agibilità)

L’obbligo di munirsi del certificato di abitabilità riguarda tutti gli edifici costruiti a partire dal 1934, Secondo la vigente normativa il certificato di abitabilità, o meglio di agibilità deve essere richiesto per tutte le nuove costruzioni, nel caso di sopraelevazione e ricostruzione, per cambio della destinazione d’uso o tutte le volte in cui un intervento sull’edificio possa avere ripercussioni in fatto di sicurezza, salubrità, igiene e risparmio energetico. Nessun obbligo è fatto per gli edifici costruiti prima del 1934.

Come richiedere il certificato di abitabilità

Se fino a non molto tempo fa per ottenere il certificato di abitabilità era necessario presentare domanda all’Ufficio comunale competente, attraverso un apposito modulo prestampato al quale vanno allegati una serie di documenti. Da alcuni anni le cose sono cambiate e grazie ad una serie di interventi legislativi non vi è più bisogno di presentare domande al Comune ma, basta una autocertificazione di un tecnico.

A partire dal 2013, con l’entrata in vigore del cosidetto Decreto del Fare, è possibile ottenere il certificato di agibilità attraverso una autocertificazione del direttore dei lavori o di un altro tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) dalla quale risulti la sussistenza di tutti quei requisiti previsti per il rilascio della certificazione. Si tratta di una enorme semplificazione con cui il proprietario di un immobile può ottenere la certificazione di agibilità in tempi molto più rapidi. In questo caso, la documentazione da allegare si limita all’attestazione dell’avvenuto accatastamento, la dichiarazione di conformità da parte della ditta esecutrice della conformità degli impianti, nonché la documentazione inerente il collaudo statico e, ove previsto, la certificazione di conformità antisismica.

Decreto SCIA 2 per l’agibilità

Un’ulteriore semplificazione è stata introdotta con il Decreto SCIA 2, ovvero la Segnalazione certificata di agibilità rilasciata dal tecnico. In questo modo si è praticamente detto addio alla vecchia certificazione di agibilità da richiedere al comune e la si è sostituita con una certificazione molto più celere e snella, e sarà un tecnico a certificare l’agibilità di un edificio attraverso dei moduli unici e uguali presenti in tutti i comuni italiani.

Secondo la nuova normativa, la Scia è necessaria per tutte le nuove costruzioni, nel caso di opere di sopraelevazione o ricostruzione, e per tutti gli interventi che possono influire sulla salubrità e sicurezza, nonché in generale sulla agibilità dell’edificio.

Una cosa molto importante da segnalare è che la segnalazione certificata di agibilità del tecnico firmatario del permesso a costruire, o di colui che ha presentato la SCIA, può riguardare singole unità immobiliari, parti di edifici, o anche l’agibilità parziale. Vanno in ogni caso allegati il certificato di collaudo statico, la dichiarazione delle imprese installatrici degli impianti sulla loro conformità alle norme igieniche, di sicurezza e salubrità, nonché la conformità delle opere alle norme in materia di superamento delle barriere architettoniche.