Calcolo rendita catastale e calcolo valore immobiliare

Sei sicuro di pagare l'importo giusto per IMU e TASI?
Gli importi di Tasi e Imu relativi al proprio immobile
si calcolano a partire dalla rendita catastale
Se l'immobile non è stato accastato in maniera corretta protresti ritrovarti a pagare di più
Richiedi un consiglio ai nostri architetti!
  • Prima Consulenza GRATUITA
  • Ricontatto Immediato
  • Soluzioni Personalizzate
Calcolo rendita catastale e calcolo valore immobiliare
Calcolo rendita catastale e calcolo valore immobiliare
Per calcolare la rendita catastale bisogna prima conoscere la categoria dell'immobile
Gruppo A
Uffici e
Abitazioni

La consistenza deve essere calcolata in vani

Gruppo B
Alloggi
Collettivi

La consistenza deve essere calcolata in metri cubi

Gruppo C
Attività
Commerciali

La consistenza deve essere calcolata in metri quadrati

Quando si parla di rendita catastale si fa riferimento ad un primo ma importantissimo tassello necessario, tra le altre cose, per effettuare il calcolo delle imposte. Basti pensare, ad esempio, per capire gli importi di Tasi e Imu relativi al proprio immobile si deve partire, appunto, dalla rendita catastale dello stesso. Tale valore è necessario anche per effettuare la valutazione immobili. Vediamo, dunque, come effettuare il calcolo del valore dell’immobile e quali sono tutte le informazioni da sapere a tale riguardo.

Rendita catastale: come calcolarla

calcolo rendita catastaaaleIl calcolo valore immobile da rendita catastale viene effettuato tenendo conto della reale consistenza dell’immobile e moltiplicando tale valore per il dato presente nelle tariffe cosiddette d’estimo. In buona sostanza, dunque, la rendita catastale è legata sia alla dimensione dell’immobile, che deve essere espressa rigorosamente in vani catastali in metri quadri o in metri cubi, e all’estimo. In riferimento all’estimo, è utile precisare che esso non è altro che un valore che viene assegnato all’immobile a seconda della zona in cui si trova e della relativa destinazione d’uso.

Ad elaborare le tariffe d’estimo è l’Agenzia del territorio tenendo conto sia della zona che della classe di merito, della categoria cosiddetta catastale e del Comune di riferimento. In riferimento all’agenzia delle entrare è utile tenere conto del fatto che ogni territorio viene diviso in zone omogenee. Tenendo conto di tale divisione, gli immobili vengono divisi a loro volta sia in classi che in categorie. Come detto in precedenza, ad ogni immobile viene attribuita la consistenza catastale. È così, dunque, che si effettua il calcolo valore catastale dell’unità immobiliare o dell’immobile.

Categorie catastali

In fatto di rendita catastale, non si può fare mano di menzionare le relative categorie. A tale proposito, è bene precisare che esse sono suddivise in 3 diversi gruppi.

Il primo è il Gruppo A relativo agli immobili ad uso ufficio o abitazione. In questo caso, la consistenza deve essere calcolata necessariamente in vani.

Il Gruppo B, invece, è relativo agli alloggi cosiddetti collettivi. In questo caso, la consistenza deve essere calcolata in metri cubi.

L’ultimo è il Gruppo C nel quale sono compresi gli immobili ad uso commerciale e, più in generale, quelli che non rientrano nella precedente classificazione. In questo ultimo caso, il calcolo della consistenza viene effettuato in metri quadrati. In tale ambito, è bene anche precisare che spetta all’Agenzia delle entrate stabilire la tariffa di estimo unitaria che, come è facile intuire, corrisponde a tutti gli effetti, alla rendita catastale media unitaria di tutte le categorie e le classi.

Richiedere la rendita catastale: ecco come fare

In primo luogo, è bene tenere conto del fatto che la rendita catastale può essere ricavata dalla visura catastale. Al fine di inoltrare la richiesta in maniera corretta bisogna essere in possesso dei dati anagrafici del proprietario dell’immobile, i relativi dati catastali e l’indirizzo.

Calcolo rendita catastale presunta

In merito alla rendita catastale, non è affatto raro imbattersi nel calcolo della rendita catastale presunta. In questi casi, si ha a che fare con l’attribuzione del valore ad un immobile che non risulta essere accatastato in maniera corretta o non è stato affatto dichiarato. Ovviamente, si tratta di un calcolo provvisorio in attesa del calcolo reale. Ciò serve principalmente per poter permettere al proprietario di versare regolarmente le imposte. In ultimo, si segnala che non è difficile dover fare i conti con una visura catastale ancora intestata ad un eventuale precedente proprietario. In questo caso, non si deve fare altro che procedere con la richiesta di aggiornamento dei dati, comunicando gli stessi agli uffici preposti. In alternativa, la medesima richiesta può essere inoltrata anche per via telematica. L’importante è essere in possesso di tutti i dati di riferimento in modo tale da poter procedere in maniera celere con la modifica dei dati anagrafici in questione.